Lessico

sf. [sec. XIX; da fune+via, sul modello di ferrovia]. Impianto di trasporto su fune che consente il collegamento fra luoghi posti a dislivelli notevoli, sovrapassando anche ostacoli naturali (valli, torrenti, speroni rocciosi, ecc.).

Tecnica: descrizione generale

Le funivie sono funicolari aeree adibite al servizio eslusivo di passeggeri e comprendono le funivie in senso stretto, le cabinovie, le seggiovie, le ovovie, ecc.; per le funicolari aeree adibite al trasporto di materiali, concettualmente analoghe ma strutturalmente diverse, si usa il termine teleferica. Gli impianti per le funicolari aeree sono concettualmente tutti simili in quanto prevedono: due stazioni (una motrice e una di rinvio e tensione); un sistema di funi portanti, traenti-portanti, di tensione, di zavorra, di servizio; i veicoli per il trasporto di persone e/o materiali; gli apparati motori e i sostegni di linea. Le funivie, e in genere tutti gli impianti per il trasporto delle persone, possono essere del tipo bifune, cioè dotate di una fune portante separata da quella traente (oltre alle funi ausiliarie), oppure monofune, nelle quali la portante è anche traente; il moto del veicolo lungo la linea può essere a “va e vieni” oppure unidirezionale continuo (più raramente intermittente); la via di corsa è sempre una fune. Lungo la linea, normalmente, sono disposti sostegni per le funi, in calcestruzzo armato oppure fatti con tralicci metallici, di altezza variabile in rapporto alle caratteristiche del percorso; si possono utilizzare anche sostegni aerei, ossia tenuti da cavi fissati a speroni rocciosi, quando la campata sovrastante una valle è molto lunga (è il caso della funivia che collega Courmayeur a Chamonix); ogni sostegno è costituito da basamento, fusto e testata, la quale ultima comprende i “terrazzini” per le ispezioni, i “falconi” per il sollevamento della fune durante la manutenzione, le “batterie di rulli” (rulliere) per l'appoggio e la guida delle funi dell'anello principale e di quello di soccorso, e le “scarpe” su cui appoggiano le funi portanti (nel caso di impianto bifune). L'apparato motore è costituito da un argano elettrico e, negli impianti più importanti, anche da un motore Diesel ausiliario; l'azionamento dell'argano è automatico ma può avvenire manualmente dall'interno della vettura; dispositivi di sicurezza controllano la velocità e l'arresto dei veicoli soprattutto in prossimità delle stazioni; nella stazione di rinvio sono poste le pulegge che mantengono in tensione le funi, opportunamente zavorrate da idonei pesi sostenuti da funi; entrambe le stazioni degli impianti unidirezionali continui sono dotate delle apparecchiature per l'aggancio e lo sgancio dei veicoli, quando previsto, nonché dei servizi necessari per le operazioni di servizio.

Tecnica: sistemi bifune

Viene adottato, di norma, per grandi impianti con capacità di carico delle vetture superiore a 40 unità , ma lo si preferisce anche per impianti unidirezionali continui o intermittenti che debbano superare forti dislivelli su lunghi percorsi, per i quali si utilizzano piccole vetture a 4 o 6 posti (cabinovie). Negli impianti a “va e vieni” si prevedono, di solito, due vie di corsa lungo le quali si muovono indipendenti veicoli o treni (due o più) di vetture; le funi portanti sono ancorate separatamente nelle stazioni, mentre quella traente è chiusa fra queste ad anello, opportunamente avvolta alla puleggia motrice e a quella di rinvio (anello traente), in tal modo le vetture sono in movimento sincrono Nel sistema unidirezionale entrambe le funi sono avvolte ad anello e i veicoli si susseguono a distanze prestabilite: in quello a funzionamento intermittente il collegamento delle vetture alla fune traente è permanente, per cui l'impianto deve essere fermato quando vengono effettuate le operazioni di salita e discesa dei passeggeri; in quello a funzionamento continuo l'aggancio alla traente, che è sempre in movimento, avviene nelle stazioni in modo automatico mediante robuste morse, il che richiede non solo un dispositivo convogliatore a catena per i veicoli (guida devio-aggancio-sgancio) che consenta l'operazione ma anche appositi binari su cui deviare le vetture nelle stazioni (trave di rallentamento e trave di lancio). In ogni impianto a funzionamento continuo i veicoli sono provvisti di una particolare sospensione costituita da un carrello-morsa che può scorrere sulle rotaie di deviazione delle stazioni: sganciandosi dalla traente e rallentando, è in grado di raggiungere la velocità di questa al momento del nuovo aggancio; il serraggio è garantito da sistemi a molle, mentre uno speciale dispositivo controlla lo sforzo di tenuta, provvedendo all'immediato arresto dell'impianto se questo non è regolamentare. Le vetture pluriposto sono costituite da un telaio ad anelli portanti sui quali è fissata la carrozzeria, generalmente in materiale plastico, dotata di ampi finestrini e di portelli sia per l'uscita (ad apertura automatica) sia di sicurezza (provvisti di arganello con fune e sacco per la discesa d'emergenza); il carrello di sospensione e il carrello morsa, sempre con ruote folli del tipo a bilanciere, consentono libertà di movimento alla vettura, ma sono solidamente collegati al telaio.

Tecnica: sistemi monofune

Viene utilizzato per piccoli impianti (cabinovie) e soprattutto per seggiovie, ovovie, ecc., che richiedono un elevato numero di veicoli che si succedono a brevi intervalli lungo la linea; normalmente è del tipo unidirezionale continuo con i veicoli sia permanentemente collegati alla fune portante-traente (nelle seggiovie e ovovie monoposto), sia ad aggancio e sgancio automatico; la fune viene azionata da un argano elettrico ed è sempre in movimento formando un anello continuo (anello di trazione); l'argano è provvisto di un efficace sistema frenante che entra automaticamente in funzione non solo in caso di emergenza ma anche quando si presentino irregolarità d'esercizio. Questi impianti richiedono un numero elevato di sostegni di linea posti nelle posizioni più idonee a garantire che il profilo del percorso segua il più possibile l'andamento del terreno; ciò porta a variare sia la distanza massima della fune dal suolo sia la lunghezza delle campate, che va da un minimo di alcune decine di metri fino a un massimo di 300 metri; i sostegni possono avere funzioni di semplice appoggio oppure di ritenuta (pressione), questi ultimi al fine di garantire la costanza del profilo di linea tenendo la fune spinta verso il suolo; le rulliere, pertanto, possono avere da 4 a 12 rulli, sempre oscillanti longitudinalmente. Tipici impianti a veicoli sempre in presa sono le seggiovie e le ovovie a un posto; quando sono in esercizio veicoli a due o più posti si preferisce il sistema a sgancio. Questo è costituito da carrelli-morsa sul cui pattino superiore agisce un treno di ruote gommate collegate in modo da farle ruotare a velocità progressiva, sia in rallentamento sia in accelerazione, mentre il veicolo si sposta nella stazione: nel primo caso le ganasce della morsa si allentano e il veicolo si libera, nel secondo l'accoppiamento con la fune avviene col veicolo in moto grazie a eliche fisse che agiscono su due leve sporgenti del carrello le quali fanno stringere la morsa. I veicoli di questi impianti sono concettualmente simili, costituiti da un telaio metallico che regge la carrozzeria, che può essere solo un sedile, il carrello di sospensione e il carrello-morsa. Esistono anche impianti con via di corsa a una o più funi portanti sulle quali si muovono veicoli dotati di motore proprio, di norma di tipo automobilistico, che aziona un dispositivo idraulico il quale agisce sull'impianto di trazione: questo è costituito da ruote motrici che s'impegnano sulla fune alla quale sono mantenute aderenti mediante contro-rulli di pressione oppure da particolari cingoli con ganasce multiple premute lateralmente. Tali carrelli automotore, attrezzati sempre con freni di emergenza, vengono utilizzati su linee adibite a servizi vari (ispezione di dighe e sbarramenti, controllo di condotte forzate ed elettrodotti) o quali veicoli di soccorso nelle grandi funivie.

Diritto

Per le funivie vale il decreto presidenziale del 18 ottobre 1957, n. 1367, così come modificato dal D.P.R. 24 giugno 1975, n. 445: esse sono soggette al regime della concessione e questa è data dal sindaco se tutto il percorso della funivia si svolge entro i confini di un solo comune; diversamente, dal Consiglio Provinciale. La concessione è in stretto rapporto con l'utilità pubblica e vale per un massimo di 40 anni. Se sovvenzionata dallo Stato, la funivia passa poi in proprietà del comune o dei comuni interessati. Per ragioni d'incolumità pubblica il Ministero dei Lavori Pubblici può sospendere la concessione in ogni momento. Ai fini dell'adeguamento della legislazione nazionale a quella degli altri Paesi della CEE, in Italia si è data attuazione, con il D.P.R. 21 luglio 1982, n. 673, a due direttive CEE, relative rispettivamente all'attestazione e al contrassegno di funi metalliche, catene e ganci, e all'adeguamento al progresso tecnico delle direttive innanzi indicate. Si tratta tuttavia di una normativa di sicurezza che non si applica ai mezzi di sollevamento già in uso, bensì a quelli ancora da installare.

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