zebù

sm. [sec. XIX; da una voce di origine tibetana]. Bovino domestico (Bos indicus) dei Paesi tropicali, il più importante dopo il bufalo indiano, diffuso con molteplici razze in Asia, Africa e in Sudamerica. La sua caratteristica più saliente è la vistosa gibbosità nella regione del garrese, dovuta a un ingrossamento muscolare, soprattutto del muscolo romboide. Gli zebù hanno cranio piuttosto allungato, con regione frontale più stretta, fronte assai convessa, con arcate sopraorbitali poco sporgenti, bacino stretto e groppa un po' insellata. Le orecchie sono grandi, la giogaia molto sviluppata, le zampe lunghe e sottili. Le corna presentano una variabilità secondo le razze, da gigantesche a molto ridotte e persino assenti. Vario pure il colore del manto, non strettamente legato alla razza. Gli zebù difficilmente superano l'altezza di 1,5 m al garrese e solo eccezionalmente pesano oltre 600 kg. Esemplari pigmei sono allevati a Srī Lanka. Gli zebù si sono originati quasi certamente dall'uro, il progenitore di tutti i bovini: al tempo degli antichi Egizi gli zebù si spostarono dall'Asia verso l'Africa dove si incrociarono con le forme autoctone di uro, dando luogo a nuove razze. Si distinguono in genere diverse varietà; gli zebù indiani che si possono suddividere in 3 gruppi principali: razze del Pakistan, dal mantello grigio, corna a forma di lira e testa sottile; razze grigie, con mantello grigio chiaro o bianco, corna brevi e testa larga; razze da lavoro e a triplice attitudine, dalla costituzione massiccia, corna ricurve e laterali, mantello pezzato rosso o bianco o bruno di cui la più nota è la gir. Fra le razze indiane più note la guzerat che ha mantello grigio ferro, corna forti a forma di lira, orecchie caratteristiche larghe e pendenti, gobba ben sviluppata; la ongole (o nellore), ottima produttrice di latte, di taglia molto voluminosa, orecchie pendenti, corna corte e massicce, arti lunghi e muscolosi, gobba ben sviluppata, diritta, mantello rosso o a pezzature rosse. La gir, la più importante, ha mantello rosso o pezzato rosso o giallastro, fronte prominente, orecchie lunghe e pendenti, corna incurvate verso il basso e l'indietro, un po' a spirale; le femmine sono ottime produttrici di latte, mentre i maschi, castrati, danno ottimi risultati per i lavori pesanti. Ottime razze lattifere sono anche la red sindhi e la sahiwal. Gli zebù africani, cui appartengono i sanga, derivano dall'incrocio fra lo zebù e il Bos taurus camiticus; è la razza africana più importante, originaria probabilmente delle zone dell'Orange e del Transvaal, dove viene allevata; è ottima per la produzione del latte e della carne. Gli zebù delle Americhe, derivati da animali d'importazione africana e indiana, presentano molti incroci con produzione di soggetti ottimi, dotati di notevole resistenza anche alle condizioni ambientali più disagiate. In Brasile, lo zebù è altamente considerato non solo per l'ottima produzione di carne e per il lavoro, ma anche per la sua funzione di miglioramento delle razze locali. Da ricordare la razza caracù. In Italia l'introduzione dello zebù allo scopo di incrocio con le razze bovine (chianina, romagnola e bruna alpina) è avvenuta in via sperimentale nei primi decenni del sec. XX ed è stata ripresa di recente.

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