attrazione

n.f. [pl. -i] 1 l’attrarre, l’attrarsi, l’essere attratto | ( fis.) forza che tende ad avvicinare due corpi: attrazione magnetica, elettrica, gravitazionale | ( ling.) fenomeno sintattico per cui una parola tende ad adeguarsi morfologicamente a un’altra parola con la quale si trova in stretto rapporto; attrazione modale, ( gramm.) in latino, uso del congiuntivo invece dell’indicativo in una proposizione subordinata che dipende da un’altra subordinata con verbo al congiuntivo o all’infinito 2 ( fig.) capacità di richiamare l’attenzione, l’interesse; fascino: attrazione fisica, sessuale 3 in uno spettacolo o in una manifestazione, numero sensazionale; anche, artista di grande richiamo: quell’acrobata è la grande attrazione del circo

Dal lat. tardo attractione(m); nel sign. 3 dall’ingl. attraction.

Nota d'uso

· La parola attrazione, come tutte le altre che finiscono con vocale + zione, si scrive con una z sola; non è raro però che si sbagli e si scriva con due perché la z sorda (cioè quella di marzo, pazzo) si pronuncia sempre doppia, anche quando viene scritta semplice. Lo stesso vale per i verbi che all’infinito finiscono con vocale + zionare.

Rubrica sinonimi

1Sin. fascino, attrattiva, seduzione, malia; interesse, richiamo Contr. repulsione, avversione 2 (di uno spettacolo) Sin. numero.


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