breccia
Redazione De Agostini
n.f. [pl.
-ce] varco aperto con mezzi offensivi in un muro, in un
terrapieno o in un’altra opera di difesa per penetrarvi a
viva forza:
la breccia di Porta Pia |
battere in breccia, (
mil.) concentrare il fuoco delle artiglierie in un solo
punto per rompere la linea di difesa nemica; (
fig.) attaccare a una a una le teorie di un avversario per
demolirle |
essere sulla breccia, (
fig.) continuare a esercitare un’attività o una
professione con successo |
morire,
cadere sulla breccia, (
fig.) al proprio posto di combattimento, di lavoro |
far breccia su qualcuno,
nell’animo di qualcuno, (
fig.) riuscire a smuoverlo dalle sue posizioni iniziali, a
disporlo favorevolmente, a persuaderlo
¶ Dal fr. brèche, di orig. germ.
¶ Dal fr. brèche, di orig. germ.
Nota d'uso
· La regola tradizionale per formare il plurale di parole che finiscono con -cia dice che se la finale è preceduta da un’altra c, il plurale perde la i; quindi brecce. Di fatto questa i non viene pronunciata, e se nel singolare serve a indicare la pronuncia palatale di c (come in ciao) davanti ad a, nel plurale perde questa funzione perché c si trova davanti a e; quindi è naturale che scompaia dalla scrittura.Rubrica sinonimi
Sin. passaggio, apertura, buco, rottura, spaccatura, squarcio.Dizionari di Sapere
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