epodo
Redazione De Agostini
n.m. [pl.
-i]
1 nella metrica classica, secondo verso, più
breve, di una strofe distica; la strofa stessa, che si compone di
un trimetro e un dimetro giambici | (
estens.) componimento di argomento morale-satirico in
strofe epodiche, caratteristico della letteratura greca e latina e
imitato nella poesia italiana con strofe di quattro versi che
alternano a un endecasillabo un settenario:
gli epodi di Archiloco,
di Orazio;
«Giambi ed epodi» del Carducci
2 nella lirica corale greca e nei cori della
tragedia classica, la terza parte di una triade strofica, dopo la
strofe e l’antistrofe
¶ Dal lat. epodo(n), dal gr. epodós, comp. di epí ‘sopra’ e od ¢ ‘canto’, quindi propr. ‘canto aggiunto’.
¶ Dal lat. epodo(n), dal gr. epodós, comp. di epí ‘sopra’ e od ¢ ‘canto’, quindi propr. ‘canto aggiunto’.
Nota d'uso
· La pronuncia corretta è epòdo; scorretta èpodo.Dizionari di Sapere
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