esca

n.f. [pl. -sche] 1 qualsiasi cibo con cui si attirano animali, spec. pesci, per catturarli: attaccare l’esca all’amo; esche artificiali, mosche finte e sim. usate per la pesca 2 ( fig.) cosa che alletta o inganna; lusinga: gettare l’esca, cercare di adescare qualcuno; prendere qualcuno all’esca, adescarlo 3 sostanza d’origine vegetale che un tempo serviva per accendere il fuoco con l’acciarino e la pietra focaia o per dar fuoco alla polvere di un fucile | pigliar fuoco come l’esca, ( fig.) essere facile all’ira, alla passione | dare esca all’odio, all’amore, ( fig.) accenderli, fomentarli | aggiungere esca al fuoco, ( fig.) aggravare una situazione già difficile 4 mal dell’esca (o della vite), ( agr.) malattia della vite provocata da funghi, che si manifesta con spaccature longitudinali nel ceppo accompagnate da annerimento del legno 5 ( ant.) cibo, nutrimento (anche fig.): ch’i’ non curo altro ben né bramo altr’esca (PETRARCA Canz. CLXV, 8)

Lat. esca(m), da edere (forma più ant. esse) ‘mangiare, nutrirsi’.

Rubrica sinonimi

(fig.) Sin. allettamento, adescamento; inganno.


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