grascia
Redazione De Agostini
n.f. [pl.
-sce]
1 nel medioevo, ogni sorta di vettovaglia da cui
era costituito l’approvvigionamento di una città; anche,
il dazio che si doveva pagare per introdurvela
2 la magistratura cittadina che sovrintendeva agli
approvvigionamenti
3 (
ant.) grasso animale, spec. di maiale
4 (
ant. fig.) abbondanza, ricchezza; utile, guadagno
¶ Dal lat. volg. * crassia(m), deriv. di crassus; cfr. grasso.
¶ Dal lat. volg. * crassia(m), deriv. di crassus; cfr. grasso.
Nota d'uso
· La regola per formare il plurale di parole che finiscono con -scia è che la i non viene conservata, quindi grasce. Di fatto questa i non viene pronunciata, e se nel singolare serve a indicare la pronuncia palatale di sc (come in sciarpa) davanti ad a, nel plurale perde questa funzione perché c si trova davanti a e; quindi è naturale che scompaia dalla scrittura.Dizionari di Sapere
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