pretore
Redazione De Agostini
n.m. [f.
-a; pl.m.
-i, f.
-e]
1 (
dir.) magistrato che esercitava la funzione giudicante di
primo grado in ambito sia civile sia penale relativamente a cause
di minore entità rispetto a quelle di competenza del
tribunale; nell’attuale ordinamento giudiziario italiano
l’organo è stato abolito e le sue competenze sono state
assegnate al tribunale ordinario, salvo alcune minori attribuite al
giudice di pace
2 in Roma antica, titolo che originariamente
spettava ai supremi magistrati della repubblica, detentori anche
del comando militare; poi, il magistrato che aveva la funzione di
amministrare la giustizia
¶ Dal lat. praetore(m), prob. da * praeitor ‘chi marcia in testa (all’esercito)’, deriv. di praeire ‘andare avanti’.
¶ Dal lat. praetore(m), prob. da * praeitor ‘chi marcia in testa (all’esercito)’, deriv. di praeire ‘andare avanti’.
Nota d'uso
· Il femminile regolare di pretore è pretora, e così si può chiamare una donna che abbia il ruolo di pretore. Alcuni preferiscono però chiamare anche una donna pretore, al maschile; si tratta di una scelta che non ha basi linguistiche, ma sociologiche, e che comunque può creare, nel discorso, qualche problema per le concordanze. Per il significato storico, il nome nella forma femminile non è stato probabilmente mai usato perché storicamente non sembra che questo ruolo sia mai stato attribuito a donne. Tuttavia chi volesse, per esempio, far comparire una pretora in una favola, potrebbe utilizzare questa forma di femminile grammaticalmente regolare.Dizionari di Sapere
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