uscio

n.m. [pl. -sci] 1 lo stesso che porta; è frequente soprattutto nell’uso tosc., per indicare porte esterne di piccole dimensioni o le porte interne di un edificio: aprire, serrare l’uscio; uscio a vetri, a due battenti; accostare, sbattere l’uscio; l’uscio di casa | farsi sull’uscio, affacciarvisi | prendere l’uscio, andarsene | mettere all’uscio, mettere alla porta, cacciare via | essere a uscio e bottega, aver la bottega assai vicina a casa; ( fig.) di persone, abitare molto vicine | avere il male e l’uscio addosso, ( fig.) subire una disgrazia dopo l’altra | mettere tra l’uscio e il muro, ( fig.) mettere alle strette | essere tra l’uscio e il muro, ( fig.) in difficoltà | non si trova a ogni uscio, ( fig.) si dice di cosa che si trova difficilmente 2 ( fig. lett.) passaggio, varco: gli occhi sono l’uscio delle lacrime

Lat. tardo ustiu(m), per il class. ostium ‘entrata, porta’, deriv. di os  oris ‘bocca’.

Rubrica sinonimi

Sin. porta, soglia, limitare Specif. ingresso, entrata, uscita.


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