Charles Manson, la family e l’omicidio di Sharon Tate

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Il 9 agosto 1969 Bel Air faceva i conti con un'altra faccia dell'America, quella arrabbiata e crudele che metterà fine alla vita dell'attrice e moglie di Roman Polanski.

L'omicidio di Sharon Tate ha segnato la storia del costume americano. Nella notte tra l'8 e il 9 agosto 1969 l'attrice, moglie di Roman Polanski e futura madre, veniva brutalmente uccisa nella sua villa di Bel Air per mano di Susan Atkins, adepta della Family creata da Charles Manson. Oggi, dopo 52 anni dalla strage, il mistero di quella notte, del movente e dell'efferatezza usata per porre vita alle persone presenti nella villa al 10050 di Cielo Drive, fanno ancora discutere.

Chi era Sharon Tate

Sharon Tate era un'attrice. Nel 1969 aveva 26 anni. Sposata con il regista polacco Roman Polanski, aspettava un figlio da lui. Tate e Polanski si erano sposati due anni prima, momento che aveva coinciso con un'esplosione della popolarità di lei. I film più famosi girati da Sharon Tate erano stati fino a quel momento Cerimonia per un delitto, nel 1966, e Per favore non mordermi sul collo (diretto da Polanski) e La valle della bambole, l’anno successivo. Gli assassini l'hanno uccisa mentre si trovava all'ottavo mese di gravidanza.

Charles Manson e la sua Family

Nella notte tra l'8 e il 9 agosto Sharon Tate veniva brutalmente uccisa con 16 pugnalate da Susan Atkins, detta "Sadie". Aveva 21 anni, era madre di un bambino di due, ma soprattutto era parte della Manson Family, un gruppo che aveva attirato attorno a sé alcuni ragazzi e ragazze affascinati dal carisma e dalla filosofia esoterca di Charles Manson

Manson era un 32enne originario di Cincinnati, Ohio. Già noto alle forze dell'ordine per furto d’auto e sfruttamento della prostituzione, da un paio di anni si era trasferito in California, dove aveva creato un gruppo, autoproclamandosi «l’incarnazione di Gesù Cristo e Satana insieme». Queste persone provenivano da buone famiglie americane e vivevano l'adesione alla Family come una ribellione al sistema e alla morale. Erano dediti al consumo di stupefacenti. Uccidere Sharon Tate e i suoi amici doveva esserne una dimostrazione.

Secondo le ricostruzioni storiche, Manson aveva ordinato a a quattro membri del gruppo – Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian – di compiere i primi omicidi in una villa che si trovava a 10050 Cielo Drive, nella zona nord di Beverly Hills. La villa era di Terry Melcher, un produttore discografico che Manson aveva incontrato alcuni mesi prima e che non lo aveva aiutato a ottenere un contratto. L'unica istruzione ricevuta dai ragazzi fu di uccidere tutti quelli presenti in casa «il più cruentemente possibile».

La notte dell'omicidio

Il 9 agosto Sharon Tate si trovava in casa con Jay Sebring, un suo amico e noto parrucchiere di Hollywood. C'erano anche due amici di Polanski, l'aspirante scrittore Wojciech Frykowski e la sua fidanzata Abigail Folger. Polanski era a Londra per motivi di lavoro.

Armati di coltelli e di un revolver calibro 22, Watson, Atkins, Krenwinkel e Kasabian arrivarono alla casa attorno alla mezzanotte. Tagliarono i cavi della rete telefonica e scavalcarono la recinzione del parco intorno alla villa. Kasbian rimaneva di guardia.

In casa, i residenti dormivano. Dopo aver rimosso il vetro di una finestra, Watson fece entrare gli altri due. Insieme svegliarono tutti. Tate e Sebring furono legati insieme per il collo, e Sebring fu il primo a essere ucciso: Watson gli sparò e poi lo accoltellò diverse volte. Poi fu la volta di Frykowski, uccisa da Atkins, e poi della sua fidanzata, Folger.

«Per favore, ti chiedo solo qualche giorno. Ti prego, lasciami vivere ancora due settimane»: con queste parole Tate provò a intenerire Atkins. Ma lei, strafatta di acido, le risposte: «Senti, tu stai per morire, e io per te non provo nessuna pietà…».

L'ultima a essere uccisa fu Sharon Tate, accoltellata crudelmente per 16 volte. Col suo sangue, Atkins scrisse sulla porta di ingresso la parola "pig", maiale. I corpi furono trovati solo il mattino dopo, alle 8. Ma prima che venissero fermati, il gruppo di assassini fu in grado di colpire una seconda volta, durante la notte seguente. Stavolta gli assassini scrissero sul frigorifero di casa dei LaBianca la scritta “Helter Skelter”, un riferimento a una canzone dei Beatles su cui Manson si era fissato da tempo, dicendo ai suoi che conteneva un messaggio in codice rivolto al gruppo.

Il processo

Il 1 dicembre la polizia di Los Angeles arrestava Tex Watson, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Qualche giorno più tardi fu incriminato anche Manson, che si trovava già in carcere per altri crimini. Le accuse per il gruppo furono di omicidio di primo grado per il caso Tate-LaBianca, tutte commutate in condanne a morte nel marzo 1971 e in ergastolo nel 1972, anno in cui fu abolita la pena di morte in California.

La ricostruzione di Quentin Tarantino

All'omicidio di Sharon Tate, Quentin Tarantino ha dedicato una sua personale interpretazione con tanto di finale alternativo alla vicenda reale. C'era una volta a... Hollywood è ambientato a Los Angeles del 1969. I protagonisti sono l'attore televisivo in declino Rick Dalton e la sua controfigura Cliff Booth che, intenti a farsi strada nell'industria cinematografica hollywoodiana, si ritrovano ad essere vicini di casa di Sharon Tate, appena qualche mese prima del massacro di Cielo Drive. 

Sharon Tate oggi avrebbe 78 anni. La notte in cui è stata uccisa era incinta di un maschio e di lì a poco si sarebbe anche sposata. Il suo abito da sposa color avorio è andato all’asta il 17 novembre 2018. La sua giovinezza e bellezza continuano a vivere nel mito e nel finale alternativo disegnato per lei da Tarantino.

 

Stefania Leo