Don Pino Puglisi, il prete che sottraeva i ragazzi alla mafia

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Il 15 settembre 1937 nasceva don Pino Puglisi, assassinato da Cosa Nostra il giorno del suo 56esimo compleanno.

La mafia, intesa come Cosa Nostra, ha fatto nel corso dei decenni tantissime vittime. Magistrati, sindacalisti, poliziotti, carabinieri, finanzieri, politici e anche semplici cittadini, morti per  aver fatto il proprio dovere e per non essersi piegati. Notoriamente i boss mafiosi si professano credenti: questo non ha impedito che, nel 1993, fosse ordinata l’esecuzione di un prete di strada, che a Palermo combatteva la malavita togliendo i ragazzi dalla strada. Ecco la storia di don Pino Puglisi.

Chi era Don Pino Puglisi

Nato il 15 settembre 1937 a Palermo in una famiglia modesta, Giuseppe “Pino” Puglisi cresce nel quartiere popolare di Brancaccio. Entrato in seminario a 16 anni, viene ordinato sacerdote nel 1960. Nominato l’anno successivo viceparroco della parrocchia del Santissimo Salvatore, borgata di Settecannoli, nel 1962 diventa rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, sempre nello stesso quartiere di Palermo. Negli anni successivi, spesi tra l’orfanotrofio Roosevelt e la parrocchia di Valdesi, Puglisi inizia l’attività di insegnante, maturando la sua attività educativa rivolta particolarmente ai giovani. Il 1970 è per lui un anno cruciale: viene infatti nominato parroco di Godrano, cittadina della provincia palermitana interessata da una faida tra due cosche mafiose, che con la sua opera di evangelizzazione riesce in qualche modo a far riconciliare. 
 

Don Pino nel quartiere di Brancaccio

Don Pino Puglisi rimane a Godrano fino all’estate del 1978. Nel decennio successivo, tornato a Palermo, ricopre vari incarichi: pro-rettore del seminario minore, direttore del Centro diocesano vocazioni, membro del Consiglio nazionale. Nel frattempo partecipa alle attività di realtà come Azione Cattolica e Federazione Universitaria Cattolica Italiana. In più, continua a insegnare matematica e religione in diversi istituti di Palermo e provincia. A settembre del 1990, l’arcivescovo Salvatore Pappalardo lo nomina parroco della chiesa di San Gaetano, nel suo quartiere Brancaccio controllato di fatto dai fratelli Graviano, capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella.

L'educazione dei giovani

Tornato a Brancaccio, don Pino Puglisi inizia a fare davvero la lotta alla mafia. Non tenta tanto di riportare sulla retta via chi ormai è “perduto”, ma, coinvolgendoli in varie attività, si impegna per togliere dalla strada tanti giovani che, senza il suo aiuto, sarebbero risucchiati dalla criminalità organizzata. Il parroco, conscio dei pericoli a cui si espone, si rivolge spesso esplicitamente ai mafiosi durante le omelie, fatte talvolta dal sagrato della chiesa: la sua attività pastorale gli causa l’ostilità dei Graviano, che dopo varie minacce di morte danno l’ordine di ucciderlo.

L'omicidio di Don Pino Puglisi

Don Pino Puglisi viene ucciso il 15 settembre 1993, proprio nel giorno del suo 56esimo compleanno. Di sera, davanti alla porta di casa, con una vera e propria esecuzione mafiosa: appena arrivato a bordo della sua Fiat Uno, viene raggiunto alle spalle dal killer e freddato con un colpo di pistola alla nuca.

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LaPresse

Chi lo ha ucciso?

Nel 1997 viene arrestato a Palermo Salvatore Grigoli, latitante accusato di diversi omicidi, tra cui quello di don Puglisi. Ne confesserà in tutto 46, ammettendo di aver ucciso il prete di strada, come mano armata di un commando che comprendeva anche Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, tutti condannati all’ergastolo. I mandanti dell’omicidio, come detto, sono identificati nei capimafia Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati già tre anni prima, poi anche loro condannati all’ergastolo.

Film e altre opere dedicate a Don Pino Puglisi

Prima vittima di mafia riconosciuta come martire dalla Chiesa, don Pino Puglisi viene beatificato il 25 maggio 2013, davanti a una folla di 100 mila fedeli assiepati nel Foro Italico di Palermo. Al prete di strada ucciso da Cosa Nostra sono state dedicate ovviamente vie e piazze, così come scuole. E anche film, come Alla luce del sole (2005), con Luca Zingaretti nel ruolo del parroco-martire. La figura di don Puglisi è anche al centro di Brancaccio, miniserie del 2001 in cui a interpretarlo è Ugo Dighero. Un’altra pellicola dedicata al sacerdote palermitano è L’ultimo sorriso. L’amore salverà il mondo è invece il titolo del musical sulla vita di padre Puglisi (coreagrafie e regia di Enzo Paolo Turchi) e, rimanendo a teatro, meritano di essere citate la pièce Il fiore del dolore, messa in scena da Mario Luzi nel 2003, così come lo spettacolo U’ Parrinu di Christian Di Domenico. Per quanto riguarda i libri, per approfondire la figura di don Pino c’è Ciò che l’inferno non è di Alessandro D’Avenia, presente a svariate supplenze fatte dal sacerdote-insegnante al liceo classico Vittorio Emanuele II. Diverse le canzoni in onore di Puglisi, tra cui Il testimone dei Gang: «Nella città ch’è tutto ventre/città in assedio sotto tiro/la morte passa ed abbaia/il volto suo non ha profilo/alzò la voce il testimone/per scatenare l’innocenza/alzò la voce il testimone/nella città della speranza». 

Matteo Innocenti