Acidificazione degli oceani: cause, conseguenze e strategie di mitigazione
Al di là del riscaldamento globale, esiste una crisi invisibile che sta riscrivendo la chimica dei nostri oceani. L’assorbimento massiccio di Co2 sta provocando una progressiva acidificazione delle acque con effetti devastanti sulla biodiversità
L'oceano è il polmone blu del nostro pianeta, ma oggi si trova ad affrontare una minaccia silenziosa e invisibile. Mentre il riscaldamento globale cattura gran parte dell'attenzione mediatica, l'acidificazione degli oceani sta alterando radicalmente la chimica dei mari a una velocità senza precedenti negli ultimi 55 milioni di anni. Nel settembre 2025, la comunità scientifica ha lanciato un allarme sul tema: l'acidificazione ha ufficialmente superato la soglia critica dei limiti planetari (i cosiddetti Planetary Boundaries), entrando in una zona di pericolo che mette a rischio la resilienza dell'intera biosfera.
Cos'è l'acidificazione degli oceani
Scopriamo innanzitutto cos'è l'acidificazione degli oceani partendo dalla sua definizione. Si tratta del processo attraverso il quale il pH delle acque marine diminuisce drasticamente a causa dell'assorbimento continuo di anidride carbonica dall'atmosfera.
Sebbene l'oceano sia naturalmente leggermente alcalino (con un pH storico intorno a 8,2), l'immissione massiccia di emissioni antropiche sta spostando questo equilibrio verso valori più bassi.
In questo senso è importante sottolineare che la scala del pH è logaritmica: ciò significa che anche una piccola variazione numerica rappresenta un cambiamento chimico enorme. La diminuzione di 0,1 unità di pH registrata dall'era industriale a oggi indica che l'acidificazione delle acque è aumentata del 30%. Se non invertiamo la rotta, entro la fine del secolo il pH potrebbe scendere di ulteriori 0,3-0,4 unità, rendendo gli oceani più acidi di quanto lo siano stati negli ultimi 20 milioni di anni.
Ricordiamo però che questo fenomeno non va confuso con il riscaldamento globale, sebbene entrambi i problemi abbiano la stessa radice (le emissioni di carbonio). Mentre il riscaldamento è un effetto fisico (aumento della temperatura), l'acidificazioni dei mari è un cambiamento puramente chimico della composizione dell'acqua, che altera la capacità del mare di sostenere la vita così come la conosciamo.
Le cause dell'acidificazione degli oceani
Come anticipato, le cause dell'acidificazione degli oceani sono prettamente antropiche, derivano cioè dalle attività umane a cui cossegue un'immissione massiccia di anidride carbonica nell'atmosfera a causa - principalmente ma non solo - dell'uso dei combustibili fossili quali petrolio, gas e carbone.
Il problema, oltre a generare il ben più noto effetto del riscaldamento globale, è che l'oceano agisce come un vero e proprio "pozzo di assorbimento", arrivando a catturare circa il 25-30% della Co2 di origine antropica. Una volta che l'anidride carbonica si dissolve nell'acqua, comincia la reazione chimica che, in ultima istanza, porta le acque dei mari a diventare più acide.
Questo processo prettamente chimico ha portato a una diminuzione del pH superficiale oceanico di circa 0,1 unità dall'inizio dell'era industriale, che corrisponde a un aumento dell'acidità reale di circa il 30%.
Le conseguenze dell'acidificazione degli oceani
Un piccolo cambiamento nel pH delle acque marine ha conseguenze enormi sull'interno ecosistema e, in ultima istanza, sulla nostra vita. Le ripercussioni delle acidificazioni dei mari sono infatti sistemiche e colpiscono in particolare gli organismi "calcificanti", ma non solo. Scopriamo allora quali sono gli effetti dell'acididificazione delle acque:
- Difficoltà di calcificazione: Molti organismi marini, come coralli, molluschi e alcuni tipi di plancton (pteropodi), utilizzano gli ioni carbonato per costruire i propri gusci e scheletri in carbonato di calcio. Con l'aumento dell'acidità, la disponibilità di questi ioni diminuisce, rendendo i gusci più fragili o addirittura causandone la dissoluzione
- Collasso delle reti trofiche: Gli pteropodi, noti come "farfalle di mare", sono alla base della catena alimentare per pesci, uccelli e balene. La loro vulnerabilità può innescare un effetto domino su tutto l'ecosistema che può mettere a rischio la sicurezza alimentare dell'intero pianeta.
- Alterazioni Comportamentali: studi recenti indicano che l'acidità elevata interferisce con il sistema nervoso dei pesci, compromettendo l'olfatto e l'udito e rendendoli incapaci di individuare i predatori o trovare habitat sicuri.
- Impatto Economico: entro la fine del secolo, i danni economici per la pesca, l'acquacoltura e il turismo legato alle barriere coralline potrebbero ammontare a miliardi di euro a livello globale.
Acidificazione degli oceani: possibili soluzioni
Ma quali sono le soluzioni all'acidificazione degli oceani? Per contrastare questo fenomeno è necessario un approccio integrato e coordinato a livello globale. Non si tratta esclusivamente di adattarsi a una nuova realtà, ma della necessità di contrastare il fenomeno per garantire la continuità della vita. Tra le soluzioni nominiamo:
- Riduzione drastica delle emissioni: si tratta della soluzione principale. E' necessario decarbonizzare e azzerare le emissioni climalteranti in linea ai principali accordi e trattati internazionali. Senza misure di questo tipo l'l'acidificazione degli oceani non potrà che peggiorare, indipendentemente dagli interventi locali o dei singoli.
- ìProtezione del "Blue Carbon": è possibile agire anche sugli habitat esistenti, preservando e ripristinando praterie di posidonia, mangrovie e paludi salmastre. Questi ecosistemi sono infatti estremamente efficienti nel sequestrare carbonio e possono mitigare l'acidità a livello locale.
- Alcalinizzazione Oceanica (OAE): Una tecnologia emergente che prevede l'aggiunta di sostanze minerali (come calcare o silicati) nell'oceano per neutralizzare l'acidità, simile a come un antiacido agisce nello stomaco.
- Gestione della ccosiddetta"Doppia Acidificazione": ridurre il deflusso agricolo (nutrienti) nelle zone costiere per evitare fioriture algali che, decomponendosi, rilasciano ulteriore Co2 nelle acque, peggiorando di fatto il problema
Insomma, la risoluzione del problema relativo all'acidificazione degli oceani non è semplice ed è una delle tante facce del contesto di policrisi che caratterizza la società attuale. Le soluzioni sono multifattoriali e devono essere applicate in modo integrato e globale per scongiurare il peggio.
Foto di apertura: Joseph Barrientos su Unsplash