GLOSSARIO

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rapporto di provvistaè il rapporto che intercorre fra traente e banca trattaria in virtù del quale il primo ha il diritto di disporre di fondi mediante emissione di assegni bancari in forza di un contratto di deposito o di apertura di credito in conto corrente.
rapporto di provvistav. delegazione.
rapporto di valutarapporto che ha dato luogo alla emissione o alla circolazione del titolo: nel primo caso indica il rapporto fra traente e prenditore, nel secondo caso indica il rapporto fra primo e secondo prenditore, secondo e terzo prenditore ecc.
rapporto di valutav. delegazione.
rapporto giuridicoè ogni rapporto fra due o più parti regolato dal diritto.
rappresentazione ereditariacc 467 s istituto che opera nell'ipotesi in cui il soggetto designato alla successione non possa o non voglia accettare l'eredità: in questo caso al successore designato, subentrano, nel ruolo e nel grado dell'ascendente al quale si sostituiscono, i discendenti legittimi o naturali. Nella successione testamentaria la rappresentazione opera solo qualora il testatore non abbia designato nel testamento nessun sostituto per il caso in cui l'erede non voglia o non possa accettare. Per quanto riguarda i soggetti chiamati a succedere per rappresentazione, la legge prevede che questa abbia luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli naturali del de cuius, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle dello stesso.
ratificaelimina il vizio di incompetenza relativa. Essa è posta in essere dall'autorità effettivamente competente la quale, mediante la ratifica, fa proprio l'atto emesso da altra autorità incompetente appartenente allo stesso ramo di amministrazione (ad es., l'intendente di finanza emette un atto di competenza del ministro delle finanze, il quale lo ratifica).
referendum abrogativoprevisto per le leggi ordinarie dello Stato cost 75 e per le leggi regionali. La Costituzione dispone al riguardo: "È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano 500 000 elettori e 5 Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum". 1. Modalità di attuazione. Le modalità di attuazione sono stabilite dalla legge 352/70. La richiesta di referendum è sottoposta al controllo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, finalizzato a stabilire se l'oggetto del referendum verta su materie sulle quali non è ammesso, dalla Costituzione, il referendum abrogativo. Se ammesso, il referendum è indetto da parte del presidente della Repubblica su deliberazione del Consiglio dei ministri; la convocazione degli elettori generalmente viene fissata in una delle domeniche comprese tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nel caso di scioglimento anticipato delle Camere il procedimento relativo al referendum precedentemente indetto viene posticipato al 365° giorno successivo alla data delle elezioni. Nel caso di risultato favorevole all'abrogazione, il presidente della Repubblica, con proprio decreto, dichiara l'abrogazione della legge, che ha effetto dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto sulla "Gazzetta Ufficiale". Per evitare pericolosi vuoti legislativi può disporre, su proposta del ministro interessato, che l'abrogazione non avvenga immediatamente, ma che venga posticipata fino a un termine non superiore ai 60 giorni dalla data di pubblicazione: ciò per consentire al Parlamento di sostituire le norme abrogate. Si possono inoltre promuovere referendum abrogativi di leggi o provvedimenti regionali, con modalità simili a quelle di attuazione del referendum abrogativo di una legge statale.
regolamenti edilizinorme comunali che disciplinano l'attività edilizia in relazione ad aspetti tecnici, igienici ed estetici. Le principali norme disciplinano: le distanze tra fabbricati vicini, l'altezza minima e massima dei fabbricati, prescrizioni da rispettare in determinati quartieri cittadini, norme igieniche di interesse edilizio.
regolamento di condominiocc 1138 il codice civile stabilisce che "quando in un edificio il numero dei condòmini è superiore a 10, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condòmino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione"; non è comunque esclusa la possibilità della formazione facoltativa del regolamento nei condomini in cui il numero dei partecipanti sia inferiore. I regolamenti condominiali sono contratti scritti, approvati con il consenso di tutti i condòmini che possono essere modificati solo con il consenso di tutti gli obbligati e possono incidere anche sui diritti soggettivi dei singoli condòmini, disciplinando, oltre l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, anche i diritti dei singoli su cose comuni e sui piani di proprietà esclusiva. Ai regolamenti dev'essere allegata una tabella che indichi in millesimi la partecipazione dei singoli condòmini alle spese condominiali.
renditacc 1872 contratto che può avere due forme, la rendita vitalizia e la rendita perpetua. ­ La rendita vitalizia è un contratto aleatorio, consiste in una prestazione periodica di denaro da parte di un soggetto (debitore della rendita), a favore di un altro (beneficiario), per tutta la vita di quest'ultimo. Il beneficiario può ottenere la rendita in cambio dell'alienazione di un suo bene, ovvero come corrispettivo di una cessione di capitale: in tal caso si parla di rendita a titolo oneroso; la rendita è a titolo gratuito, invece, quando è assegnata al beneficiario senza alcuna contropartita. La rendita vitalizia può essere costituita anche per testamento. ­ Simile nella struttura è il contratto di rendita perpetua, con il quale una parte cc 1861 conferisce all'altra il diritto di esigere per sempre una quantità periodica di denaro o altre cose mobili fungibili (ad es., grano, derrate), quale corrispettivo dell'alienazione di un immobile (rendita fondiaria) o della cessione di un capitale (rendita semplice); il contratto può però anche essere stipulato a titolo gratuito, cioè senza corrispettivo. Un vincolo con durata illimitata è visto con sfavore dal codice, che infatti prevede, per il debitore della rendita, la possibilità di riscattarla mediante il pagamento della somma risultante dalla capitalizzazione della rendita sulla base dell'interesse legale (è la cosiddetta rendita redimibile).
rescissione del contrattomeccanismo che consente lo scioglimento del contratto al contraente che lo abbia concluso in stato di pericolo a condizioni inique, ovvero tutte le volte che vi sia sproporzione tra le prestazioni delle parti, e tale sproporzione sia dipesa dallo stato di bisogno di una di esse, della quale l'altra ha approfittato per trarne vantaggio. Nel caso della sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dell'altra, il contratto cc 1448 è rescindibile se tale sproporzione (o 'lesione') eccede la metà del valore che la prestazione aveva al momento della conclusione del contratto e dipende dallo stato di bisogno di una parte, della quale l'altra ha approfittato.
responsabilità precontrattualecc 1337 responsabilità per risarcimento dei danni che grava sul soggetto che, durante le trattative che precedono la stipulazione di un contratto, le interrompe senza un valido motivo, con ciò deludendo la ragionevole aspettativa della controparte di giungere alla conclusione. In particolare dev'essere risarcito il danno sopportato da colui che, avendo condotto una trattativa poi scorrettamente troncata, avrebbe utilmente potuto condurne un'altra, con ragionevoli possibilità di conclusione del contratto.
revisore dei contiha il compito di controllare la veridicità del bilancio della società a cui appartiene. Tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili presso il ministero di grazia e giustizia devono essere scelti, dall'assemblea degli azionisti, i componenti del collegio sindacale cc 2397. 1. Società di revisione. Per le s.p.a. che chiedono la quotazione ufficiale in borsa e sono già quotate, l'organo di controllo pubblico, CONSOB (Commissione nazionale società e borsa), richiede dpr 136 31/3/1975 1 la revisione obbligatoria del bilancio, compito attribuito ad apposite società di revisione che in particolare controllano la regolare tenuta della contabilità sociale, della corrispondenza dello stato patrimoniale e del conto economico alle risultanze delle scritture contabili e all'osservanza delle norme stabilite dalla legge cc 2425 per la valutazione del patrimonio sociale, provvedendo inoltre alla certificazione del bilancio. A tale scopo la società di revisione ha diritto di ottenere dagli amministratori delle società documenti e notizie utili alla revisione e può procedere ad accertamenti, revisioni e controlli informando il collegio sindacale dei fatti che ritiene censurabili. Le relazioni di certificazione, i pareri espressi e gli accertamenti eseguiti devono risultare da apposito libro, da tenersi a cura della stessa società di revisione, nella sede della società alla quale si riferiscono.
revocaè una forma di atto di ritiro e comporta l'eliminazione con efficacia non retroattiva di un atto inficiato da vizio di merito. Essa trova applicazione ogni volta in cui l'interesse pubblico, che sta alla base dell'atto che verrà revocato, è cambiato e nasce quindi per la pubblica amministrazione l'esigenza di adeguare a esso la propria azione.
riassicurazionecc 1928 s contratto stipulato dall'assicuratore per assicurare se stesso contro il rischio assunto con un altro contratto di assicurazione, intercorrente tra lui stesso e un'altra compagnia di assicurazione: l'assicura- to è estraneo al rapporto di riassicurazione, cioè non ha nessun rapporto con il riassicuratore (salve le disposizioni delle leggi speciali, che possono accordare all'assicurato una preferenza sulle somme dovute dal riassicuratore all'assicuratore).
ricognizione del debitocc 1988 dichiarazione del debitore, che ammette di avere un debito di un certo importo verso il creditore, il quale quindi è dispensato dal provarlo. Spetta al debitore assumersi l'onere di provare, malgrado l'avvenuta ricognizione, che il debito è inesistente, e quindi evitare di pagarlo.
riduzione del capitale socialenelle società di persone dev'essere decisa dai soci all'unanimità; nelle società di capitali, il capitale può essere ridotto dall'assemblea straordinaria o perché ritenuto esuberante per il conseguimento dell'oggetto sociale, o in conseguenza di perdite; se queste lo riducono al di sotto del minimo fissato dalla legge per quel tipo sociale (200 milioni per la s.p.a., 20 milioni per la s.r.l.) la società, se non intende aumentarlo con nuovi conferimenti da parte dei soci, deve trasformarsi in altra compagine societaria.
rinuncia all'ereditàfacoltà attribuita al chiamato all'eredità; non può essere attuata prima dell'apertura della successione né dopo l'accettazione, in quanto l'acquisto dell'eredità è definitivo e irrinunciabile. La rinuncia cc 519 è un negozio unilaterale; va effettuata con dichiarazione ricevuta da notaio o dal cancelliere della pretura nel cui mandamento si è aperta la successione e va inserita nel registro delle successioni.
riserva di leggelimitazione o esclusione della potestà legislativa, prevista dalla Costituzione per alcune particolari materie; quando una norma costituzionale riserva alla legge la disciplina specifica non è ammessa l'adozione di altri atti normativi, quali i regolamenti o i provvedimenti del potere esecutivo. Il principio della riserva di legge comporta l'assoggettamento di tutti i provvedimenti legislativi al controllo di legittimità della Corte costituzionale (che invece non viene effettuato sugli atti del potere esecutivo). 1. Riserva ordinaria assoluta. Si ha quando la disciplina della materia è riservata alla legge del Parlamento con l'eventuale possibilità, per le fonti secondarie, di emanare solamente disposizioni di dettaglio strettamente necessarie all'esecuzione. Questo tipo di riserva ricorre: ­ nella materia penale; ­ nella materia dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini, come, ad es., il diritto di sciopero e la libertà personale; ­ nell'organizzazione del governo; ­ nell'organizzazione della magistratura e dell'ordinamento giudiziario. 2. Riserva ordinaria relativa. Ricorre quando la materia può essere disciplinata oltre che dalle leggi formali anche da altre fonti, ma soltanto dopo che siano stati fissati i limiti e i criteri direttivi: in questo caso si ha la possibilità di regolare la materia, nei limiti fissati dalla legge, mediante l'adozione di fonti secondarie. Sono riservate in via relativa alla legge ordinaria: l'imposizione di prestazioni personali o patrimoniali e l'organizzazione dei pubblici uffici.
riserva legaleparte di utili che la società non distribuisce ai soci, accantonata per ammortizzare eventuali perdite o superare futuri momenti di crisi. Una riserva dev'essere obbligatoriamente formata sugli utili di ciascun esercizio finanziario della società per azioni, in misura di un ventesimo degli utili stessi, fino a che non sia pari ad almeno un quinto del capitale sociale (riserva legale o fondo di riserva) cc 2430; l'ulteriore riserva, che può essere imposta non dalla legge ma dallo statuto sociale, è detta statutaria. Le riserve possono essere incrementate a discrezione dall'assemblea societaria (riserve facoltative).
rivalsail possessore di una cambiale insoluta, dopo aver fatto redigere il protesto, prima di dare inizio all'azione esecutiva si rivolge in via amichevole a chi gli ha rilasciato l'effetto chiedendogli il pagamento del titolo e delle spese; inoltre la legge gli consente di emettere una tratta di rivalsa a carico di un obbligato precedente per l'importo della cambiale, delle spese e interessi: in genere, pur potendosi rivolgere a un qualunque girante, ogni giratario spicca la tratta a carico del proprio girante. Le banche che, per effetto di girate a loro favore sono titolari di cambiali, in caso di mancato pagamento addebitano direttamente l'importo e le spese nel conto corrente del cliente che ha loro girato l'effetto.