La letteratura umanistica alla corte dei Medici: Lorenzo il Magnifico, Poliziano, Pulci

Gerolamo Savonarola

Alla fine del secolo campeggia drammaticamente la figura del predicatore domenicano Gerolamo Savonarola (1452-1498). Dopo la calata del re di Francia Carlo VIII e la cacciata di Piero de' Medici (1494), Savonarola si fece ispiratore di una repubblica popolare. Savonarola riuscì a contenere il radicalismo puritano dei "piagnoni" suoi seguaci, ma non evitò, specie dopo le sue gravi accuse al papa Alessandro VI e le denunce sull'immoralità della Chiesa, l'attacco dei partigiani dell'oligarchia ("arrabbiati") e dei Medici ("palleschi"). Scomunicato e processato per eresia, Savonarola fu impiccato e le sue ceneri furono disperse in Arno.

Ci restano molti scritti dottrinari (Compendium logicum, 1491; Compendio delle rivelazioni, 1495; Epistola della sana e spirituale lezione, 1497; Trattato circa il reggimento del governo della città di Firenze, 1498).

Ma il suo capolavoro sono le Prediche (raccolte postume), in cui con un linguaggio drammaticamente intessuto di riferimenti biblici denuncia le compromissioni mondane della Chiesa ed esprime la sua speranza per il ritorno del cristianesimo all'originario spirito evangelico. La sua figura affascinò una lunga schiera di uomini di cultura (Pico della Mirandola, Guicciardini, Michelangelo e molti umanisti).