Le origini

La nascita del volgare

Il latino volgare, cioè nella forma non colta, evolvette gradualmente dando origine alle forme neolatine, fra le quali l'italiano. I primi documenti in volgare italiano sono: l'Indovinello veronese, il più antico, datato fra i secc. VIII e IX, rinvenuto nel 1924 in un codice della biblioteca capitolare di Verona; i Placiti campani (di Capua, Sessa Aurunca e Teano), datati 960-963 e costituiti da testimonianze rese davanti a un giudice e inserite nel verbale notarile scritto in latino; l'Iscrizione di San Clemente (XI sec.) e il Ritmo di Travale (testimonianza resa in un processo del 1158). I primi documenti letterari del nostro volgare sono il Ritmo laurenziano, un testo giullaresco databile fra il 1151 e il 1157, e, verso la fine del sec. XII, il Ritmo cassinese e il Ritmo di Sant'Alessio. Il più bello di tutti sarà il Cantico di Frate Sole, o Cantico delle creature, composto da san Francesco d'Assisi probabilmente intorno al 1225.