Lucano e la poesia minore

Fedro

Fedro (15 ca a.C. ­ 50 ca d.C.) era di origine tracia; fu condotto a Roma da giovane come schiavo di Augusto, dal quale fu poi affrancato. Nel titolo della sua opera si legge "favole di Fedro liberto di Augusto". Sembra che abbia subito la persecuzione di Seiano, il potente ministro di Tiberio, che gli avrebbe intentato un processo per presunte allusioni offensive alla sua persona: forse ne uscì indenne o invece subì una condanna, visto che nel III libro lamenta di essere stato vittima di un'ingiustizia. Visse almeno fino al regno di Claudio.

L'opera che l'ha reso celebre è la raccolta di Favole in versi.

Le favole

Il corpus originario delle favole di Fedro doveva essere più esteso di quello pervenuto, che comprende 93 componimenti in senari giambici, divisi in 5 libri di estensione diseguale: 31 nel primo libro, 8 nel secondo, 19 nel terzo, 25 nel quarto e 10 nel quinto. A queste vanno aggiunte altre 32 favole della cosiddetta Appendix Perottina, scoperte dall'umanista Niccolò Perotti nel sec. XV e che sono ritenute autentiche. Fedro è il primo a introdurre nella letteratura latina la favola esopica in versi come genere autonomo, con il fine di ammonire e divertire. La forma allegorica della favola, che presenta una massima di valore generale, la morale, rimarrà inalterata nei secoli. Egli utilizza le raccolte greche allora diffuse sotto il nome di Esopo, dalle quali rivendica un'ampia autonomia, consapevole di compiere un'operazione letteraria di grande rilievo. Protagonisti sono quasi sempre gli animali e talvolta le piante; eccezionalmente compaiono anche personaggi reali del tempo. I temi si ispirano alla rivendicazione dei diritti degli umili contro i soprusi e l'ingiustizia dei potenti: in tal senso l'opera di Fedro è anche fortemente autobiografica e proprio la carica personale di sofferenza, umiliazione e fierezza gli dà un'asprezza che lo ha fatto talvolta avvicinare ai poeti satirici. Brevi e vivaci nello stile, felici nella scelta degli epiteti, le favole di Fedro hanno però un tono popolaresco e infantile.