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Èrizzo

famiglia patrizia originaria di Capodistria, stabilitasi a Venezia nel sec. IX o X. Arricchitasi con i commerci, acquistò peso notevole anche nella vita politica. Si ricordano: Battista (sec. XV), capitano delle galere a Beirut e podestà di Conegliano; Paolo, che difese a lungo Negroponte; Giambattista, vicedoge nel 1521; Sebastiano (Venezia 1525-1585), che, senatore e membro del Consiglio dei Dieci, tradusse alcuni dialoghi di Platone e compose una raccolta di 36 novelle (Le sei giornate) eccessivamente retoriche e moraleggianti; Francesco (Venezia 1565-1646), doge (1631), conservò la neutralità della Repubblica durante il periodo svedese della guerra dei Trent'anni, ma dovette combattere contro i Turchi nella guerra di Candia e gli fu affidato il comando supremo dell'esercito (1645). La famiglia si estinse nel 1847 con Niccolò II Guido, patrono dell'arsenale, savio di terraferma e autore di una notevole Memoria sui fiumi veneti.

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