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ràdon o rado²

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Descrizione generale

sm. [sec. XX; da radio3]. Elemento chimico appartenente alla famiglia dei gas nobili, indicato anche con il nome di emanazione di radio, di simbolo Rn, numero atomico 86 e peso atomico 222,05; il suo isotopo più comune ha numero di massa 222. In natura minime quantità di radon si formano di continuo dal radio per disintegrazione radioattiva accompagnata dall'emissione di particelle α; le quantità di radon presenti nell'atmosfera e anche quelle incluse nei minerali radioattivi sono però infinitesime, perché il radon è a sua volta un elemento fortemente radioattivo con un periodo di dimezzamento di appena 3,8 giorni. Il radon è gassoso a temperatura ambiente, ma i suoi prodotti di disintegrazione, anch'essi radioattivi, sono solidi: essi si depositano sulle pareti dei recipienti che contengono i sali di radio, rendendole a loro volta radioattive.

La bonifica da radon

Il radon e i suoi prodotti di decadimento, presenti fra l'altro nel terreno e in alcuni materiali di origine minerale usati nell'edilizia, si accumulano sulle pareti, sugli arredi e negli aerosol, per poi finire nell'aria che si respira. Bisogna fare perciò attenzione sia nella scelta del terreno su cui costruire (perché il radon può fuoriuscire dal suolo e penetrare nell'abitazione) sia nella selezione dei materiali da costruzione (che possono contenere radon). I materiali per l'edilizia possono essere a rischio radioattivo: perché, se sabbia, ghiaia, calcare e gesso naturale contengono poche sostanze radioattive, il gesso chimico, che è un sottoprodotto dell'industria dei fosfati e viene usato in sostituzione del gesso naturale, contiene una quantità relativamente elevata di radon come pure le mattonelle, la cui smaltatura può contendere addirittura uranio. Interventi precauzionali o rimedi protettivi possono rendersi necessari: non costruire in zone ad alto rischio radioattivo; procedere alla misura di emanazioni radon in tutti i terreni edificabili prima ancora dell'inizio dei lavori di costruzione; nelle zone ad alta emanazione di radon, dotare le fondazioni di una piastra in calcestruzzo che funga da protezione; verificare che non esista una qualche permeabilità al radon nelle fondamenta, nel pavimento e nelle pareti dello scantinato o, in caso contrario, prendere provvedimenti per ottenere la tenuta necessaria; cambiare spesso l'aria con una buona ventilazione. In particolare, sempre ventilati dovrebbero essere gli scantinati, tramite apposite fessure o ventilatore; evitare quanto più possibile le depressurizzazioni degli edifici, perché, se la pressione dell'aria interna risulta anche di poco inferiore alla pressione del radon nel terreno, il gas stesso viene praticamente aspirato anche attraverso fessure molto piccole; garantire sempre anche attraverso fonti di ventilazioni proprie, un apporto sufficiente di aria esterna agli ambienti in cui siano installati apparecchi o strutture depressurizzanti, come cappe di aspirazione, camini, asciuga biancheria ecc.; far controllare il livello di radioattività dei materiali da costruzione e usare solo quelli a basso livello.

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