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Aksënov, Vasilij Pavlovič

narratore russo (Kazan 1932-Mosca 2009). Compiuti gli studi di medicina a Leningrado, pubblicò nel 1960 Colleghi e nel 1961 Il biglietto stellato in cui disegna un colorito, terso ritratto della gioventù moscovita, ribelle e insofferente al conformismo, in cerca di una motivazione e di un'identità; l'opera venne notata per il provocatorio uso dello slang e i frequenti riferimenti alla cultura popolare, ma fu attaccata dalla critica sovietica che accusò lo scrittore di alimentare il cinismo delle giovani generazioni. In seguito alla pubblicazione del romanzo satirico L'eccedenza delle botti (1968), sorta di Decamerone sovietico sulla tristezza del vivere, l'autore venne accusato di scrivere assurdità e di avere tradito i canoni del realismo socialista. Interessanti anche i racconti (La catapulta, 1964; A metà strada dalla luna, 1966) e i due romanzi brevi per l'infanzia: Mio nonno monumento (1972) e La valigia dentro cui qualcosa bussa (1974), parodie del mondo sovietico con i suoi piccoli eroi e le sue rigidità burocratiche. La pubblicazione dei romanzi L'amore per l'elettricità (1974), L'uccello di ferro (1976, pubblicato negli USA) e Alla ricerca di un genere (1978) gli costò l'espulsione nel 1979 dall'Unione degli scrittori sovietici. Nel 1980 emigrò negli USA, dove ottenne la cittadinanza americana. Qui pubblicò L'ustione (1980), suggestivo romanzo in cui mescolava realtà, fantasia, ricordi con una tecnica caleidoscopica in uno stile surreale; L'isola di Crimea (1981) e Paesaggio di carta (1983), dal tono divertito e canzonatorio; e Generazione d'inverno (1994), sulla difficile situazione di una famiglia all'epoca dello stalinismo. Nel 2004 pubblicò Voltairian Men and Women.

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