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Bórgo San Dalmazzo

comune in provincia di Cuneo (8 km), 636 m s.m., 22,25 km², 11.274 ab. (borgarini o borghigiani), patrono: san Dalmazzo (5 dicembre).

Cittadina posta a ridosso di uno sperone tra la Stura di Demonte e il torrente Gesso. È la romana Pedona, fondata verso la fine del sec. I a. C. in un territorio già abitato da genti celto-liguri. In epoca longobarda venne eretta un'abbazia dedicata a San Dalmazzo, qui martirizzato secondo la tradizione. Ricostruita dopo le devastazioni saracene (sec. XI), prese il nome attuale nel 1098. Possesso dei vescovi di Asti, divenne libero comune agli inizi del sec. XIII. Nel 1259 si sottomise a Carlo d'Angiò, passando quindi ai marchesi di Saluzzo (1282), ai Ceva e, infine, ai Savoia (1425). Fu occupata dagli spagnoli nel 1744 e dai francesi nel 1795.§ La barocca parrocchiale di San Dalmazzo ingloba i resti dell'antica abbazia (affreschi e cripta) e custodisce un fonte battesimale del sec. XV. Un paziente lavoro di restauro ha restituito la torre, eretta nel sec. XVI su fortificazioni più antiche. Poco fuori dall'abitato, in posizione panoramica sulla pianura cuneese, sorge il santuario della Madonna di Monserrato, che si raggiunge attraverso un percorso immerso nel verde e fiancheggiato da una Via Crucis.§ Nodo stradale e polo commerciale, industriale e agricolo di grande importanza, vede attiva l'industria nei settori cartario, grafico, elettronico, meccanico, alimentare, dei materiali da costruzione, della lavorazione dell'acciaio e delle materie plastiche. Fiorente l'artigianato del mobile. L'agricoltura fornisce cereali, ortaggi e foraggi; è praticato l'allevamento bovino (con produzione lattiero-casearia) e suino. Tipico del luogo è l'allevamento delle lumache, cui in dicembre è dedicata la rassegna gastronomica detta “Fiera Fredda”.

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