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Barrafranca

comune in provincia di Enna (38 km), 450 m s.m., 53,64 km², 13.115 ab. (barresi), patrono: Madonna della Stella (8 settembre).

Centro dei monti Erei, situato su uno sperone tra i torrenti Tardara e Braemi. Sorto in un territorio abitato fin dalla preistoria (come testimoniano alcuni ritrovamenti), fu noto in età romana con il nome di Callonania e in quella normanna con il nome di Convicino. Abbandonato nel sec. XIV, il borgo fu ripopolato per iniziativa del barone Matteo Barresi di Pietraperzia, che nel 1529 gli diede il nome attuale. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1693.§ Nell'abitato sorgono i ruderi di una torre medievale. Nella chiesa madre, costruzione barocca del 1728 su una più antica, è custodito un dipinto (Santa Maria della Purificazione) opera forse di Filippo Paladino. Nella chiesa di Santa Maria dell'Itria è una tela (Annunziata) attribuita a Mattia Preti, mentre la chiesa di Maria Santissima della Stella (sec. XVI e più volte rimaneggiata) custodisce dipinti di Pietro D'Asaro e Francesco Vaccaro. La chiesa di San Benedetto è un bell'esempio di barocco; nell'abside si trova un altare ligneo scolpito, fiancheggiato da colonne tortili. Nel centro storico sono inoltre visibili i putieddi (“botteghe”), negozi dell'antica Convicino, caratteristici per l'arco d'ingresso con a fianco una grande mensola in pietra su cui veniva esposta la merce.§ Alla fiorente agricoltura (cereali, olive, uva, ortaggi, agrumi, pistacchi e mandorle) si affianca l'allevamento bovino, ovino e caprino. La piccola industria è presente nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli, dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno, dei metalli e della pietra.

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