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Ènna (città)

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capoluogo della provincia omonima, 931 m s.m., 357,18 km², 28.125 ab. secondo una stima del 2007 (ennesi), patrono: Maria Santissima della Visitazione (2 luglio).

Generalità

Città della Sicilia posta nella sezione centrale dei monti Erei, quasi al centro della regione: è il più elevato capoluogo di provincia italiano. La particolare posizione topografica in cui sorse l'abitato, che si estende sulla sommità di un rilievo montuoso a dominio di una regione vastissima, ha conferito alla città, nei secoli, il ruolo di importante roccaforte militare. Delimitato a E dal castello di Lombardia, a S dal monte Santo e a W dalla torre di Federico II, il nucleo urbano è attraversato da due arterie principali: via Roma, tortuosa e irregolare, che segue la forma triangolare della città da E a W, e via Pergusa, perpendicolare alla prima. Il settore più antico è quello orientale, mentre nella zona pianeggiante a N e a W della torre sorgono i quartieri più recenti. Fino al 1927 si chiamò Castrogiovanni (che deriva da Castrum Iohannis, attraverso un'errata interpretazione della trascrizione araba, Qasr Yânnah, del nome classico Castrum Hennae).

Storia

Antichissima città sicula, Henna (“l'ombelico della Sicilia”, secondo la definizione di Callimaco) entrò in contatto con la cultura greca già nel sec. VII a. C. tramite le popolazioni di Gela e Siracusa. Sede di un celebre tempio dedicato a Cerere, nel sec. V a. C. iniziò a coniare monete di tipo greco. A lungo indipendente, nel 397 a. C. venne presa da Dionisio I di Siracusa e nel 307 a. C. da Agatocle. Durante la prima guerra punica fu conquistata da Amilcare (259 a. C.) e nel 258 a. C. dai Romani; nel 214 a. C. fu punita, per ordine del prefetto Lucio Pinario, con una grave devastazione. Nel 135 a. C. si ribellò nuovamente ai Romani appoggiando la guerra servile dello schiavo Euno, ma Publio Rupilio la riconquistò dopo due anni di assedio (133-132 a. C.). Decaduta in età imperiale, la città divenne poi la più importante fortezza dei Bizantini, che vi concentrarono le loro forze dopo che Palermo cadde in mano saracena (831). Conquistata, dopo un lungo assedio, nell'859, fu sede di un emirato e, nel sec. XI, divenne il centro della resistenza araba all'offensiva di Ruggero I d'Altavilla. Parte essenziale del sistema di difesa normanno nell'isola, fiorì sotto gli Svevi e gli Aragonesi e nel 1314 fu scelta come residenza estiva da Federico II d'Aragona. Nel 1324 e nel 1459 vi si riunì il Parlamento siciliano. Partecipò ai moti del 1848 e del 1860. Fu elevata a capoluogo di provincia nel 1926. Venne gravemente colpita dai bombardamenti nel 1943.

Arte

Il grandioso complesso medievale del castello di Lombardia deriva il proprio nome da una colonia lombarda stanziatasi nel quartiere vicino al tempo dei Normanni. Eretto in epoca sveva e rimaneggiato dagli Aragonesi, presenta una pianta irregolare, la cinta muraria in parte restaurata e difesa dalle sei delle venti torri originarie (spicca la torre Pisana, merlata, la più elevata e meglio conservata, da cui si gode un vastissimo panorama), i tre cortili (quello degli Armati o di San Nicola, trasformato in un teatro all'aperto, quello della Maddalena e quello di San Martino o dei Condottieri) e parte dell'abitazione di Federico III d'Aragona. Presso il castello sono i resti appartenenti forse al tempio di Cerere, ricordato da Cicerone. Al lato opposto della città svetta la torre di Federico II, eretta nel sec. XIII forse su una più antica fortificazione e restaurata da Federico II d'Aragona nel sec. XIV; a pianta ottagonale, è impostata su tre piani con copertura a volta e raggiunge i 24 m d'altezza. Il duomo, preceduto da una scalinata, conserva della primitiva costruzione del 1307 il transetto e le tre absidi poligonali; distrutto da un incendio, fu ricostruito nei sec. XV-XVI. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne di basalto nero, custodisce interessanti opere d'arte: le statue dell'Arcangelo Gabriele e l'Annunziata (sec. XVI), la statua della Madonna della Visitazione (secondo la tradizione acquistata a Venezia nel 1412), nel presbiterio tele di Filippo Paladino, un ricco pulpito marmoreo del Seicento e organi dalle ricche cantorie lignee (sec. XVI). Il tipico stile gotico catalano (sec. XV) è rintracciabile nei particolari architettonici di numerosi edifici civili e religiosi: l'aragonese palazzo Pollicarini, i campanili delle chiese di San Francesco d'Assisi (trecentesca ma ampiamente rimaneggiata), di San Tommaso e di San Giovanni Battista. Notevole è la chiesa di San Marco, con stucchi barocchi e pavimento in maiolica del Settecento. Il Museo Archeologico di Palazzo Varisano conserva importante materiale archeologico greco e romano proveniente da vari scavi effettuati nella provincia di Enna. Il Museo “G. Alessi”, situato presso il duomo, comprende una sezione numismatica, la pinacoteca e il ricco tesoro del duomo.

Economia

Situata in posizione centrale rispetto ai maggiori poli urbani della regione (Palermo, Catania e Agrigento), Enna è principalmente un centro commerciale e amministrativo. Le attività tradizionali sono l'agricoltura (frumento, ortaggi, frutta e foraggi) e l'allevamento (bovini, equini e suini). L'industria è attiva nei settori alimentare, metalmeccanico, tessile, dell'abbigliamento e della lavorazione del legno. È in espansione il turismo escursionistico e sportivo, soprattutto nella zona del lago di Pergusa, uno dei pochi laghi naturali della Sicilia, caratterizzato da acque salmastre e circondato da un autodromo per gare automobilistiche e motociclistiche.

Curiosità

Molto sentiti sono i riti della Settimana Santa, risalenti all'epoca della dominazione spagnola (sec. XV-XVII) e legati alla presenza di quindici confraternite, alcune di origine antichissima, come quella del Santissimo Salvatore e del Rosario. Il 2 luglio, per i festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Visitazione, la statua della patrona, interamente ricoperta d'oro, viene trasportata con una grande “bara” del sec. XVI, chiamata “nave d'oro”, portata a spalla da 216 confrati, chiamati in dialetto i “nudi”, poiché un tempo portavano soltanto una fascia bianca che cingeva i lombi. La città diede i natali al narratore e saggista Nino Savarese (1882-1945), cui è dedicato un parco letterario, e all'uomo politico Napoleone Colajanni (1847-1921).