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Ben Ali, Zine el-Abidine

militare e uomo politico tunisino (Sousse 1936). Formatosi nelle migliori scuole militari francesi, successivamente studiò ingegneria elettronica negli Stati Uniti. Dal 1958 al 1980 fu capo della sicurezza militare, incarico che interruppe nel 1974 per tre anni, quando fu nominato addetto militare presso l'ambasciata tunisina in Marocco. Nel 1980 fu ambasciatore a Varsavia. Ritornato a Tunisi, nel 1986 fu nominato segretario di Stato per la sicurezza nazionale. L'insorgere delle tendenze fondamentaliste e l'instabilità politica della Tunisia portarono Ben Ali alla guida del governo nel 1987. Sostituitosi nel 1987 a Habib Burghiba con una sorta di golpe bianco, egli avviava una politica di riforme e due anni dopo veniva confermato alla presidenza dal voto popolare. Pur procedendo con alcuni atti distensivi, come la scarcerazione dei detenuti politici, o il riconoscimento di alcuni partiti, Ben Ali confermava la sua netta avversione (1989) nei confronti dei partiti religiosi. La ripresa dell'iniziativa dei fondamentalisti negli anni Novanta lo trovava, quindi, deciso alla repressione più dura e immediata come dimostrano le condanne a morte o le pene pesantissime inflitte agli estremisti islamici. Rieletto trionfalmente nel 1994, egli manteneva la sua rigidità nei confronti degli integralisti, ma dimostrava una certa insofferenza verso le stesse forze di opposizione legale. Veniva rieletto nel 1999 e nel 2004. In seguito alle proteste popolari, iniziate nel dicembre del 2010, Ben Ali abbandonava il potere e si rifugiava a Jeddah (gennaio 2011). Nel corso dello stesso anno veniva condannato in contumacia a decine di anni di carcere per una serie di reati commessi durante il suo regime.

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