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Bianzè

comune in provincia di Vercelli (27 km), 182 m s.m., 41,80 km², 2038 ab. (bianzesi), patrono: sant’ Eusebio di Vercelli (primo lunedì di agosto).

Centro della bassa pianura vercellese, situato tra i canali Depretis e Cavour. Di origine romana, fu nel Medioevo borgo fortificato di importanza strategica. Appartenne ai marchesi del Monferrato e dal 1335 ai Visconti; nel 1362, durante la guerra fra queste due famiglie, ebbe completamente distrutte le mura. Con la Pace di Cherasco (1631) passò ai Savoia.§ L'abitato, che ha caratteristiche medievali, conserva il campanile tardoromanico della parrocchiale di Sant'Eusebio, antica chiesa rimaneggiata più volte nei sec. XVII-XIX. Presso la casa parrocchiale è conservato un polittico attribuito a Defendente Ferrari, restaurato. Il municipio ha sede nell'ex monastero delle Orsoline, fondato nel 1611.§ L'economia si basa sull'agricoltura, rivolta alla coltivazione di cereali (soprattutto riso) e foraggi. L'allevamento (bovini e pollame) e l'industria, attiva nei settori alimentare, metalmeccanico (lamiere) e della lavorazione del legno (serramenti), completano il quadro economico.

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