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Brentano, Franz

filosofo tedesco (Marienberg 1838-Zurigo 1917). Ordinato sacerdote, abbandonò poi la Chiesa e insegnò all'Università di Vienna; dovette però lasciare l'insegnamento per difficoltà inerenti alla sua situazione personale. Soggiornò a Firenze e passò gli ultimi anni in Svizzera. Il pensiero di Brentano è una sintesi di tesi medievali e moderno-cartesiane: il filosofo, infatti, vede il carattere precipuo dei fenomeni psichici, che assume come tema essenziale della sua ricerca, nell'intenzionalità che è una tensione verso l'oggetto cui fanno riferimento (tema tardo-scolastico e specificamente occamiano). Distingue poi i fenomeni psichici in tre classi sulla falsariga di Cartesio: chiama rappresentazioni le cartesiane ideae, giudizi gli iudicia e sentimenti le voluntates sive affectus. Pone, infine, il problema del riferimento dichiarando l'oggetto dell'intenzionalità sempre reale. A partire dalla teoria dell'intenzionalità Brentano sviluppa una dottrina morale, a cui applica come procedimento valido di accertamento la ricerca, nella classe dei sentimenti, di atti preferenziali la cui rettitudine è di per se stessa evidente. Fra le sue opere sono da ricordare: Psychologie vom empirischen Standpunkt (1874; Psicologia del punto di vista empirico), Vom Ursprung sittlicher Erkenntnis (1889; L'origine della conoscenza morale), Von der Klassification der psychichen Phänomene (1911; Classificazione dei fenomeni psichici).

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