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Chièti (città)

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capoluogo della provincia omonima, 330 m s.m., 58,63 km², 54.901 ab. secondo una stima del 2007 (chietini o teatini), patrono: san Giustino di Chieti (11 maggio).

Generalità

Città dell'Abruzzo, con pianta assai articolata, posta sulla sommità di una dorsale collinare tra il fianco destro della bassa valle del fiume Pescara e il medio corso del fiume Alento. L'apertura della linea ferroviaria Pescara-Sulmona (1873) segnò l'inizio della più recente crescita urbanistica e dello sdoppiamento del centro urbano in pianura, ai piedi della dorsale. L'espansione a NE dell'antico nucleo, lungo la ferrovia, ricevette un impulso decisivo negli anni Sessanta del Novecento con l'istituzione del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Pescara (1963) e la realizzazione delle grandi infrastrutture autostradali e ferroviarie, che segnano profondamente il paesaggio della valle, unendo i due nuclei urbani "Per la pianta della città vedi pg. 284 del 6° volume." . "Per la pianta della città vedi il lemma del 6° volume." . La città è sede vescovile e universitaria.

Storia

Capitale dei Marrucini, Teate, fu conquistata da Roma nel 304 a. C.; eretta a municipio nel sec. I, godette di notevole prosperità sotto i Flavi. Conquistata e distrutta dai Goti e dagli Eruli, dopo il crollo dell'impero fu ricostruita da Teodorico. Con i Longobardi venne eretta a gastaldato e incorporata al Ducato di Benevento. Subì l'assedio e le devastazioni di Pipino il Breve, figlio di Carlo Magno (802). Divenuta centro di una vasta contea, fu inserita dai Normanni tra i possessi del demanio regio (1078). Sotto la dominazione sveva e angioina la città mantenne una posizione di preminenza e si ampliò sensibilmente. Nel 1269 fu concessa in feudo a Raoul de Courtenay. Nel sec. XV fu eretta a capoluogo dell'Abruzzo dal re di Napoli Alfonso V d'Aragona e venne fortificata contro i francesi. Clemente VII la eresse a diocesi nel 1526. Nel 1646 fu ceduta a Ferdinando Caracciolo di Castel di Sangro, contro il quale insorse. Occupata dai francesi nel 1799, subì saccheggi e devastazioni e nel 1806 fu costituita in piazzaforte. Prese parte alla lotta risorgimentale e nel 1860 accolse trionfalmente Vittorio Emanuele II, sancendo la propria annessione al Regno d'Italia.

Arte

Di grandissimo interesse storico-artistico sono i resti della Teate romana: il complesso conosciuto con il nome di “tempietti romani” (sec. I), il teatro e le terme (sec. II). La cattedrale di San Giustino ha origini medievali, ma venne modificata da numerosi interventi successivi. Rifatta una prima volta nell'840 e una seconda nel sec. XI, fu in gran parte ricostruita nel Trecento e ulteriormente rimaneggiata nel Cinquecento; l'interno, a croce latina a tre navate, radicalmente rinnovato nel corso del sec. XVIII, conserva un fonte battesimale in porfido del 1599 e un coro del Settecento. Davanti alla moderna facciata, opera di G. Cirilli (1920-36), è il campanile gotico (sec. XIV-XV). Su corso Marrucino, via principale della città, si affacciano le chiese barocche di San Domenico, dalla notevole facciata in pietra, e San Francesco della Scarpa, che conserva qualche elemento della precedente costruzione del sec. XIII. Nella chiesa di San Giovanni dei Cappuccini (sec. XVI, rimaneggiata nel sec. XVIII) sono custodite pregevoli opere d'arte, tra cui una grande pala attribuita alla scuola di Paolo Veronese. La chiesa di Santa Maria del Tricalle, a pianta ottagonale, fu edificata nel 1317 sui resti di un tempio romano e rifatta nella parte superiore nel sec. XV.

Musei

Nel palazzo Frigeri, all'interno della Villa Comunale, è allestito il Museo Nazionale Archeologico, che ospita la più importante raccolta archeologica della regione: suppellettili, corredi funerari, lapidari e sculture databili tra il sec. VI e il V a. C. (tra cui il celebre Guerriero di Capestrano). Il Museo d'Arte “Costantino Barbella”, nel secentesco palazzo Martinelli-Bianchi, presenta una ricca collezione di affreschi, tele e ceramiche (sec. XIV-XX). Il Museo Diocesano Teatino, allestito in un edificio posto accanto alla chiesa di San Domenico, vanta una ricca collezione di opere d'arte sacra. Importante istituzione culturale è il Teatro Marrucino: costruito nel 1813-18, dove sorgeva la chiesa di Sant'Ignazio, fu ampliato e abbellito nei sec. XIX-XX.

Economia

Città a forte vocazione amministrativa, Chieti accentra funzioni finanziarie, direzionali e culturali; consistente il ruolo delle attività connesse al turismo. L'industria opera nei settori metallurgico, metalmeccanico, petrolchimico, tessile, grafico-editoriale, edile e alimentare. Significativa è l'agricoltura, con estese coltivazioni di cereali (frumento), ortaggi, legumi, frutta, barbabietole da zucchero, tabacco, foraggi, olivi e viti (montepulciano e trebbiano d'Abruzzo). Ancora attive sono le tradizionali lavorazioni artigianali (rame, ferro, tessuti e oreficeria).

Curiosità

Il Venerdì Santo si svolge la solenne Processione del Cristo Morto, al passo cadenzato del Miserere.