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Denevi, Marco

scrittore argentino (Buenos Aires 1922-1998). Negli anni dell'adolescenza si dedicò alla musica, passione poi raffreddatasi con l'inizio della sua produzione narrativa. Autore dallo stile brillante e dalla tendenza verso il surreale, influenzato dalle costruzioni fantastiche di Borges, esordì nel 1955 con il romanzo Rosaura a las diez (Rosaura alle dieci), giallo visionario nel quale ogni personaggio narra la medesima storia dal proprio punto di vista, rendendo difficile l'individuazione di una realtà oggettiva e addirittura dell'identità stessa dei protagonisti. Nella maggior parte dei suoi romanzi, sperimentò la formula del "poliziesco-fantastico", nel quale sono presenze costanti la dualità e l'imprevedibilità del reale. Dal suo secondo romanzo, Ceremonia secreta (1960; Cerimonia segreta), caratterizzato sempre da intrecci polizieschi, venne tratto nel 1968 l'omonimo film di J. Losey. Successivamente Denevi pubblicò il racconto Falsificaciones (1966; Falsificazioni), e i romanzi Enciclopedia secreta de una familia argentina (1986; Enciclopedia segreta di una famiglia argentina), Música de amor perdido (1991; Musica di amor perduto), Hierba del cielo (1991; Erba del cielo), El amor es un pájaro rebelde (1993; L'amore è un uccello ribelle), descrizione della vita della Buenos Aires periferica, caratterizzata dalla solitudine interiore dei suoi abitanti. Scrisse anche opere per il teatro tra le quali si ricordano Los expedientes (1957; Gli espedienti) e El emperador de la China (1959: L'imperatore della Cina).

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