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Gallegos, Rómulo

scrittore e uomo politico venezolano (Caracas 1884-1969). Maturato, con altri intellettuali venezolani, intorno alla rivista letteraria La alborada (1909), dimostrò già agli esordi una spiccata sensibilità e un deciso impegno verso i problemi sociali e culturali del proprio Paese, concretizzatosi nella fondazione, insieme a R. Bétancourt, del partito Acción Democrática (1941), che esercitò un ruolo fondamentale nella storia moderna del Venezuela. Eletto presidente della Repubblica nel 1947, dopo appena dieci mesi di governo, nel 1948, fu rovesciato da un colpo di Stato militare. Costretto all'esilio, rientrò in patria nel 1958 alla caduta del dittatore Pérez Jiménez. È stato uno scrittore infaticabile, di stampo quasi esclusivamente regionale, perché al centro del suo universo letterario vi sono la razza e il popolo venezolani. Nel romanzo che gli dette fama mondiale, Doña Bárbara (1929) egli racconta simbolicamente la storia del Venezuela, dove barbarie e civiltà si scontrano sullo sfondo di una natura ricca e selvaggia. Rigore tecnico, analisi sociologica e psicologica, atmosfera di violenza caratterizzano anche i romanzi Cantaclaro (1934), Canaíma (1935), La brizna de paja en el viento (1952). Fra le altre opere, si segnalano La rebelión (1946), raccolta di racconti, e Tierra bajo los pies, un dramma pubblicato postumo (1971).

J. Liscano, Rómulo Gallegos y su tiempo, Caracas, 1969; H. S. Howard, Rómulo Gallegas y la revolución burguesa en Venezuela, Caracas, 1975.