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Gambacórta

importante famiglia pisana del sec. XIV. Originari del contado, i Gambacorta si trasferirono a Pisa nel sec. XIII e, diventati ricchi col commercio, raggiunsero nel sec. XIV una posizione politica di primo piano a capo del partito favorevole a Firenze. Tra i più importanti membri della famiglia: Andrea (m. 1354), che divenne, nel 1347, arbitro del governo, e Francesco (m. 1355), suo coadiutore e successore, che con Lotto e Bartolomeo fu massacrato dal partito antifiorentino tornato al potere. Un nuovo rivolgimento nella politica pisana (1369) permise a Pietro (m. 1392) di tenere la signoria della città, pur mantenendo formalmente immutate le istituzioni repubblicane. Gli anni della sua signoria furono gli ultimi della prosperità e dell'indipendenza pisana. Nel 1392 un nuovo capovolgimento interno, favorito da Gian Galeazzo Visconti, che intendeva usare Pisa, per il tramite degli Appiani, quale base della sua politica antifiorentina, portò all'uccisione di Pietro e dei suoi figli Benedetto e Lorenzo. I Gambacorta superstiti furono esiliati. Giovanni (m. 1431) fu per pochi mesi signore di Pisa (1406), alla vigilia del passaggio della città dal dominio visconteo a quello fiorentino.

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