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Jankélévitch, Vladimir

filosofo francese di origine russa (Bourges 1903-Parigi 1985). Ha insegnato alle università di Tolone e di Parigi. Erede di Bergson, vicino nello stile ai grandi “filosofi dell'anima” come Pascal o Kierkegaard, Jankélévitch opera una descrizione dell'esistenza umana e dei suoi istanti. Al centro dell'esistenza è un atto d'amore, che ne costituisce il significato trascendente. Fra le sue opere: Bergson (1931); Trattato delle virtù (1949); Il non-so-che e il quasi niente (1957). È stato anche critico musicale e ha pubblicato numerosi studi: Debussy e il mistero (1949), La musica e l'ineffabile (1961) e altri. Tutte le opere citate sono uscite in traduzione italiana negli anni Ottanta e Novanta.

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