generale e uomo politico polacco (Kurow, Lublino, 1923). Emigrato nel 1940 nell'Unione Sovietica, nel 1943 si arruolò nell'esercito polacco formatosi in territorio sovietico, distinguendosi nella lotta per la liberazione del suo Paese. Dopo la guerra iniziò una brillante carriera militare, cui affiancò ben presto quella politica. Membro del Partito comunista dal 1947, eletto nel 1964 nel Comitato centrale, nel 1968 divenne ministro della Difesa, nel 1976 membro dell'Ufficio politico, assumendo un atteggiamento “moderato” in occasione dei grandi scioperi dei cantieri del Baltico. Divenuto primo ministro nel 1981 e dopo qualche mese segretario del Partito Operaio Unificato Polacco (POUP), Jaruzelski impose la legge marziale istituendo un Comitato per la Difesa Nazionale. Confermato dopo le elezioni del 1985 presidente di quel comitato (in pratica presidente della Repubblica), negli anni successivi Jaruzelski iniziava un cauto processo di rinnovamento che culminava nel 1989 con l'avvio di riforme democratiche. Sempre nel 1989 abbandonava la carica di segretario del POUP e grazie anche all'appoggio di Solidarność veniva eletto presidente della Repubblica, ma si dimetteva nel 1990 ritirandosi a vita privata.