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Léggi, Le-

dialogo di Platone in 12 libri, pubblicato postumo da Filippo di Opunte. Ultima opera di Platone, è caratterizzata dal tono solenne e meditativo della trattazione filosofica: il filosofo, consapevole della “debolezza della natura umana”, si dichiara favorevole alla creazione di leggi e sanzioni penali che garantiscano l'ordine in uno Stato giusto. La legge tuttavia non deve avere solo uno scopo punitivo, ma deve svolgere una funzione educativa, trasformandosi in un discorso che persuada della giustizia e ragionevolezza della legge. La stessa punizione non deve essere una vendetta degli individui o dello Stato, ma deve avere come scopo la correzione del colpevole. Lo scopo generale delle leggi si riassume pertanto nell'educazione dei cittadini alla virtù che ancora socraticamente Platone identifica con la felicità. L'elemento nuovo nelle Leggi, rispetto alla Repubblica, è che l'educazione del cittadino, compito primario dello Stato, è fondata su alcuni principi religiosi: in primo luogo, contro il puro meccanicismo delle leggi fisiche, Platone afferma la necessità di riconoscere un principio divino che muovendo se stesso muova le cose del mondo secondo un piano ordinato e intelligente; in secondo luogo nega che la divinità sia indifferente alle vicende umane, perché in tal caso sarebbe inferiore alle creature umane, che vogliono rendere sempre più perfette le loro opere.

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