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Makanin, Vladimir Semënovič

scrittore russo (Orsk 1937). Dopo la laurea in matematica all'Università di Mosca si è dedicato alla sceneggiatura, frequentando l'Istituto statale per la cinematografia (GIK). Ha esordito con il romanzo La rettilinea (1962), al quale hanno fatto seguito il racconto Senza il padre (1971) e L’antesignano (1983), opera con cui ha raggiunto la notorietà in Russia e anche in Occidente. Makanin ha espresso nella maggior parte delle sue opere le inquietudini e le frustrazioni delle generazioni cresciute durante il regime sovietico, allineandosi con la tendenza della narrativa russa contemporanea poco attratta dall'immaginazione di un mondo ideale, dalle visioni suggestive della natura e dall'esaltazione di grandi valori. Nella raccolta di racconti lunghi Un posto al sole (1988), infatti, ha rappresentato vicende di ordinario squallore riferite al mondo impiegatizio moscovita: i protagonisti, sradicati, pigri e nichilisti appaiono incapaci di reagire a un destino spesso ostile e avvilente. Un altro tema ricorrente nelle sue opere è il conflitto, spesso irrisolto, tra libertà individuale e principi collettivi, nell'ambito di una narrazione più affine al realismo che alle suggestioni postmoderne. Tra le altre opere di Makanin sono da menzionare Valvola di sfogo (1988), Azzurro e rosso (1989), Il cunicolo (1991), Gli autisti annoiati (1992), Il prigioniero del Caucaso (1994), e Underground o un eroe del nostro tempo (1998), romanzo drammatico e nello stesso tempo umoristico in cui si verifica una sorta di sdoppiamento dell'io nel protagonista.