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Manli

(latino Manlíi). Gens romana di cui numerosi esponenti ebbero parti di primo piano nella vita politica in età repubblicana. Tra gli altri vanno ricordati: Marco Manlio Capitolino (m. 384 a. C.), console nel 392 a. C., al quale la leggenda attribuisce il merito di aver salvato dai Galli la rocca del Capitolino dopo essere stato avvertito del pericolo dallo starnazzare delle oche sacre a Giunone: finì ucciso, accusato di sovvertire lo Stato; Tito Manlio Torquato, tre volte console e dittatore nel 363 a. C., vinse i Latini coalizzati con i Campani in una battaglia ai piedi del Vesuvio (Ad Veserim) nel 340: punì, dice la leggenda, con la morte il figlio uscito dai ranghi contro i suoi ordini; Tito Manlio Torquato, più volte console e dittatore nel 208 a. C., si oppose al riscatto dei prigionieri fatti da Annibale nel 216 a. C. nella battaglia di Canne. In precedenza, nel 235, non essendovi guerre in atto, aveva chiuso il tempio di Giano, fatto eccezionale nella storia di Roma.

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