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Massino Viscónti

comune in provincia di Novara (49 km), 465 m s.m., 6,77 km², 1090 ab. (massinesi), patrono: Purificazione di Maria Vergine (2 febbraio).

Centro del Vergante, situato sui rilievi presso la sponda sudoccidentale del Lago Maggiore. Di origine romana, quindi possesso longobardo, fece parte del comitato di Stazzona e successivamente fu concesso da Carlo Magno all'abbazia di San Gallo, cui rimase (fatta eccezione per un breve dominio da parte dell'abbazia piacentina di San Sisto) fino al 1134. In tale data il paese divenne feudo dei Visconti, che lo governarono fino al sec. XVIII. § Il borgo conserva il castello visconteo, rimaneggiato; nella parrocchiale dedicata alla Purificazione di Maria Vergine sono custoditi affreschi quattro-cinquecenteschi e altari lignei barocchi. La chiesa di San Michele conserva dell'originaria costruzione romanica solo il campanile (pendente a seguito di una frana); all'interno è decorata da affreschi del sec. XV. La piccola chiesa della Madonna di Loreto fu residenza dei benedettini prima che si trasferissero al santuario di San Salvatore, che sorge sul monte omonimo, ancora circondato dalle superstiti celle dei monaci (sec. XVIII). Particolare il monumento detto il “lusciat”, dedicato alle genti del Vergante che svolsero in Europa e nel mondo la peculiare attività di ombrellai (in dialetto lusciat).§ Sono rilevanti il turismo di villeggiatura estiva, la frutticoltura (pere, mele, ciliegie e pesche), l'allevamento bovino, ovino e caprino e la piccola industria della pelletteria.

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