Pórpora, Nicòla Antònio

compositore italiano (Napoli 1686-1768). Protetto dal principe Filippo d'Assia, ottenne i suoi primi successi come operista a Napoli e quale insegnante di canto creò una prestigiosa scuola, dalla quale uscirono i celebri castrati Farinelli, Antonio Uberti detto il Porporino, Caffarelli, Salimbeni. Fu poi a Vienna, a Venezia (rivaleggiando con Lotti ma senza successo) e quindi a Londra (1733-36) in funzione anti-händeliana. Nella capitale inglese rappresentò alcune opere, anche con molta fortuna, e nel 1737 tornò in Italia, prima a Venezia poi a Napoli. Fu quindi a Dresda (1747-52), Vienna, dove ebbe Haydn come allievo, e infine a Napoli (1760) dove morì in povertà. La perfetta padronanza della tecnica vocale, il gusto melodico schiettamente napoletano e l'attenzione, non comune ai suoi tempi, per l'accompagnamento strumentale, fanno di Porpora uno dei massimi esponenti dell'operismo settecentesco italiano e della cosiddetta “opera napoletana” in particolare. Scrisse una cinquantina di opere utilizzando testi approntati dai più noti librettisti del tempo, in particolare Metastasio, fra le quali si ricordano: Agrippina (1708), Berenice (1718), Didone abbandonata (1725), Ariadne in Naxus (1732), Enea nel Lazio (1734), Temistocle (1743). Vastissima è anche la sua produzione sacra, da camera e strumentale.

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