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Pavlov, Ivan Petrovič

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Biografia

Fisiologo e medico russo (Rjazan 1849-Leningrado 1936). Professore di fisiologia presso la Università di Pietroburgo, diresse l'Istituto di Medicina Sperimentale dal 1891 al 1936. Nel 1921 fu creato appositamente per i suoi esperimenti l'Istituto biologico di Koltuši dove Pavlov continuò la sua attività coadiuvato da diversi collaboratori. I suoi interessi erano prevalentemente rivolti allo studio delle funzioni digestive, e per le sue ricerche sui succhi gastrici ricevette il premio Nobel per la medicina nel 1904.

Le ricerche e le opere

Il suo nome doveva però rimanere legato a un altro tipo di ricerche, quelle sui riflessi condizionati, che avrebbero avuto una profonda influenza sulla psicologia e sulla psichiatria, campi di cui Pavlov cominciò a occuparsi solo dopo la scoperta del fenomeno del condizionamento. All'inizio del sec. XX, infatti, il fisiologo era impegnato nello studio di un fenomeno scoperto da un altro grande neurofisiologo russo, I. M. Sečenov, fenomeno noto come secrezione psichica; esso consisteva nel fatto che un animale affamato (per esempio, un cane), se posto di fronte al cibo, produceva saliva. Nel corso degli esperimenti, Pavlov si accorse che la salivazione iniziava quando il cane udiva il rumore dei passi dell'inserviente che portava il cibo, ancora prima quindi che questo venisse presentato. Per sistematizzare tale osservazione egli provò ad associare al cibo (detto stimolo incondizionato, o assoluto o naturale) un altro stimolo, per esempio una luce o il suono di un campanello (detto stimolo condizionato o condizionale), di per sé inadeguato a produrre la salivazione, a differenza dello stimolo incondizionato. Dopo un certo numero di associazioni, nelle quali lo stimolo condizionato veniva fatto precedere a quello incondizionato, si poteva constatare come fosse sufficiente lo stimolo condizionato per produrre la salivazione, che da risposta incondizionata diveniva così condizionata. Nasceva così il condizionamento detto classico o pavloviano, che venne per molti anni considerato nell'ambito della psicologia russa e del behaviorismo americano (almeno sino alla scoperta del condizionamento operante) la principale forma di apprendimento, e nello stesso tempo una tecnica sperimentale adeguata a fare della psicologia una scienza oggettiva. Su questa base, Pavlov si occupò anche di teoria della personalità, giungendo a definire una tipologia in quattro tipi (sanguigno, collerico, flemmatico e melanconico) che riprendeva, dandole dignità scientifica, l'antica tipologia ippocratica. Gli allievi di Pavlov, come Teplov, Krasnogarski, Ivanov-Smolenski, estesero le sue ricerche all'uomo, e la dottrina pavloviana, detta anche reflessologia, esercitò una profondissima influenza su tutta la psicologia e psichiatria sovietiche, con applicazioni anche nel campo dell'educazione. Fra le sue opere più importanti si ricordano: Dati sulla fisiologia del sonno (1915), Vent'anni di esperienza sullo studio obiettivo dell'attività nervosa superiore degli animali (1922), Lezioni sul lavoro dei grandi emisferi cerebrali (1927). Fra i numerosi articoli per riviste ha particolare rilievo quello sui riflessi condizionati (1935) compilato per la Grande enciclopedia medica sovietica.

I. Frolov, Gli sperimenti di Pavlov, Milano, 1951; Autori Vari, Introduction à la lecture de Pavlov, Parigi, 1953; H. Wells, Pavlov and Freud. Towards a Scientific Psychology and Psychiatry, New York, 1956; H. Cuny, Ivan Pavlov et les réflxes conditionnés, Parigi, 1962; C. Astrup, Pavlovian Psychiatry: a New Synthesis, Springfield, 1965; K. A. Lange, erki istorii Instituta fiziologii Ivan Petrovič Pavlova, Leningrado, 1968; B. B. Babkin, Pavlov, Roma, 1981.