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Pobedonoscev, Konstantin Petrovič

uomo politico russo (Mosca 1827-Pietroburgo 1907). Professore di diritto civile a Mosca, divenne (1865) precettore dell'erede al trono; da allora la sua influenza sul futuro zar Alessandro III, rozzo, ostinato, incapace d'ogni atteggiamento critico, fu notevole. Alla morte di Alessandro II (1881), Pobedonoscev, che un anno prima era diventato procuratore del Santo Sinodo (e che dal 1872 era membro del Consiglio dell'Impero), convinse il nuovo zar della necessità di combattere ogni idea di Costituzione e di tornare al concetto più puro d'autocrazia. Da quel momento la politica interna di Alessandro III (come poi quella di Nicola II) seguì i principi di Pobedonoscev, ispirati a un misticismo sospettoso e intollerante. Scuole e università furono severamente controllate; la vigilanza sulla stampa divenne strettissima; ogni libertà di pensiero e d'espressione fu soffocata. Di questa politica soffrirono soprattutto gli Ebrei, i Polacchi e le altre minoranze etniche, accusate di respingere il messaggio spirituale della “santa Russia”.

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