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Pombal, Sebastião José de Carvalho y Mello, cónte di Oeyras e marchése di-

uomo politico portoghese (Lisbona 1699-Pombal 1782). Condusse una vita brillante fino a quando, nel 1738, non gli venne affidata una prima missione politica: l'ambasciata a Londra. Ambasciatore poi a Vienna (1745-49), rimpatriò con una vasta esperienza di affari internazionali. Nel 1750 il debole sovrano Giuseppe I, appena salito al trono, lo chiamò accanto a sé come ministro degli Esteri e della Guerra e, dal 1756, come primo ministro. Da allora Pombal resse il Portogallo da dittatore “illuminato”, sino al 1777, rivelandosi uomo di Stato energico e moderno, sebbene commettesse anche arbitri e crimini nella repressione di congiure vere o inventate. La sua azione ebbe due direttive principali: la laicizzazione del regno, con conseguente lotta contro gli ordini religiosi (e in particolare i gesuiti, da lui espulsi nel 1759) e contro la Santa Sede, e la riforma dell'intera amministrazione in senso accentratore e innovatore, con particolare riguardo alle strutture finanziarie, commerciali e scolastiche. A questo scopo creò una serie di organi nuovi, come la Giunta Centrale del Commercio, e una mezza dozzina di grandi compagnie commerciali (fra cui una per l'esportazione del vino di Porto, che provocò una sommossa sedata nel sangue), creò l'erario regio, soppresse ogni discriminazione fra cristiani “vecchi” e “nuovi”, fondò un corpo di funzionari statali e numerose scuole e collegi laici e gettò le basi dell'industrializzazione del Paese. Suo merito fu anche la ricostruzione di Lisbona, dopo lo spaventoso terremoto del 1755. Il suo “razionalismo” illuminista gli attirò le simpatie degli enciclopedisti europei, ma il popolo e l'aristocrazia portoghesi finirono con l'odiarlo per la brutalità assolutistica del suo stile di governo (il massacro della famiglia Távora, nel 1759, destò l'orrore generale). Alla morte di re Giuseppe (1777), che lo sostenne fino alla fine, la regina Maria I di Braganza si affrettò a destituirlo, confinandolo nei suoi feudi di Pombal, e più tardi lo fece processare per i molti abusi di potere (1781). Visse perciò gli ultimi anni in stato di reclusione. Lasciò interessanti memorie (postume, 1784) e tre volumi di Lettere (pubblicate nel 1820-24).

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