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Compagnìa di Gesù

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Cenni storici

Congregazione di chierici regolari (Societas Jesu, abbreviazione S. J.), costituitasi per iniziativa di Ignazio di Loyola nel sec. XVI. Il primo nucleo della Compagnia di Gesù si formò a Parigi nell'amicizia del Loyola col portoghese Rodriguez, gli spagnoli F. Saverio, N. A. Bobadilla, J. Laínez, A. Salmerón e il savoiardo P. Faber: qui, a Montmartre, essi nel 1534 formularono il loro impegno, che doveva ricevere la sanzione ufficiale, in forma più organica, dalla bolla Regimini militantis Ecclesiae di Paolo III (1540). I gesuiti pronunciavano i tre voti di povertà, castità, ubbidienza, ma in più si obbligavano con un quarto voto a eseguire qualsiasi ordine del pontefice. Essi si differenziavano dai vecchi ordini e dalle nuove congregazioni del sec. XVI per l'impegno a non cercare né accettare cariche fuori dell'ordine, a essere disponibili per l'assistenza spirituale in ogni momento, alla recitazione individuale e non più corale dell'ufficio divino. La Compagnia di Gesù si rivelò rapidamente in grado, per il numero e la qualità culturale dei suoi membri e per l'organizzazione più agile (con minori vincoli di vita comune in “case” e “collegi”), di realizzare i suoi fini di apostolato e di edificazione in campi e Paesi molteplici: nella predicazione, nella formazione del clero nei seminari creati dal Concilio di Trento, nell'insegnamento universitario, nella direzione spirituale delle classi dirigenti, in molti casi quali confessori degli stessi sovrani. L'azione più profonda i gesuiti la svolsero nella formazione culturale e religiosa delle classi dirigenti attraverso i loro “collegi”, convitti-scuole, combinando nel piano degli studi l'umanesimo con lo studio delle scienze, teorizzando fini e metodi in una celebre Ratio studiorum (1599). E questo fin dal sec. XVI, in Italia, Spagna, Portogallo, Germania del Sud, Belgio, Francia, Polonia e in rischiosa clandestinità nella stessa Inghilterra. Altro campo d'intensa azione della Compagnia di Gesù furono le missioni in India e Giappone (F. Saverio, R. De Nobili, A. Valignano), in Cina (M. Ricci), cioè tra popoli di alta cultura, nelle colonie d'America, spagnole, portoghesi, francesi. In esse i gesuiti applicarono il “metodo dell'adattamento” o “accomodazione” del cristianesimo alle tradizioni religioso-ascetiche e culturali indigene. Vennero inoltre fatte ardite esperienze di vita comunitaria (le reducciones o fattorie del Paraguay). Membri e attività della Compagnia di Gesù lasciarono la loro impronta in tutte le discipline ecclesiastiche, ma particolarmente nella morale (casi di coscienza), a cominciare dagli “esercizi spirituali” di Sant'Ignazio. Dottrine e comportamenti (soprattutto il loro atteggiamento conciliante e probabilistico circa il problema morale) crearono presto ai gesuiti avversari (per esempio B. Pascal ne Le provinciali; vedi anche gesuitismo), che nell'atmosfera particolarmente ostile dell'illuminismo e a opera di sovrani della casa di Borbone portarono prima alla loro espulsione da diversi Stati (Francia, Spagna, Portogallo, Napoli) e poi addirittura alla loro soppressione da parte del papa Clemente XIV (1773); unica eccezione la Russia di Caterina II. Ristabiliti da Pio VII nel 1814, i gesuiti non tardarono a riprendere nella Chiesa la posizione di punta che avevano conquistato nei sec. XVI-XVII.

Organizzazione dell'ordine

La Compagnia di Gesù è formata da professi con voti solenni di povertà, castità, obbedienza speciale al sommo pontefice; da coadiutori spirituali, tenuti ai primi tre voti, pubblici e perpetui; dai coadiutori temporali (fratelli laici) con i tre voti, pubblici, perpetui e semplici. La formazione dei sacerdoti comporta: due anni di noviziato, un periodo di studi letterari, tre anni di filosofia, due o tre anni d'insegnamento nei collegi, quattro anni di teologia, un terzo anno di noviziato a complemento della formazione. A capo dell'ordine è il preposito generale, eletto a vita dalla Congregazione generale, suprema autorità legislativa dell'ordine, a cui è sottoposto lo stesso preposito generale. Essa è composta dai provinciali, che presiedono alle diverse province religiose, e da due altri padri per ogni provincia. Alla Congregazione generale spetta anche l'elezione degli assistenti del preposito generale. Le province religiose sono suddivise per nazioni e lingua. I testi legislativi che regolano la vita dell'ordine sono: le bolle pontificie di approvazione; le Costituzioni di Sant'Ignazio; gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio; le Regole; i Decreti e Canoni delle Congregazioni Generali; le Ordinazioni e Istruzioni dei prepositi generali; le loro lettere circolari.

Attività culturali

Sorta nel momento in cui la Chiesa cattolica ingaggiava la sua battaglia contro la Riforma protestante, la Compagnia di Gesù si gettò nella lotta con preparazione accurata e grande ardore, obbedendo alle direttive di Sant'Ignazio. Fra i più noti rappresentanti di questa scuola si distinsero F. Suárez, il cardinale Bellarmino, L. de Molina, R. G. Boscovich. Frattanto essi erigevano in molte città italiane ed europee i loro famosi collegi, che presto diventarono veri centri della pedagogia cattolica e della cultura umanistica, specialmente in Francia, dove D. Petau, G. Sirmond e F. Labbé aprirono la tradizione erudita degli “scrittori” del Collegio di Parigi, e dovunque l'ordine svolgesse la sua attività operò anche un teatro promosso a scopo non solo d'edificazione, ma di diffusione della cultura classica e d'appoggio alla causa della Controriforma. In filosofia i gesuiti, a partire dalla seconda metà del sec. XIX, contribuirono a preparare la rinascita del tomismo, introducendo nel loro insegnamento la Summa di San Tommaso come testo base. Ma anche nel campo delle scienze e della storiografia i membri della Compagnia di Gesù parteciparono all'interesse che per esse aveva avuto il sec. XVIII e possono vantare i nomi dei loro confratelli: Ximenes, Mayer, Hell, Tiraboschi, Morcelli, Lanza, Zaccaria, Hartsheim, Hausiz, ecc. e, nel sec. XX, Teilhard de Chardin, che tentò una nuova, grandiosa sintesi scientifico-teologico-filosofica. Con l'avvento dell'industrializzazione e il sorgere della questione sociale, i gesuiti furono tra i primi a delineare una dottrina sociale per la Chiesa cattolica. La loro influenza culturale si estende praticamente a tutte le branche dello scibile umano, pur rimanendo prevalente nel campo degli studi religiosi: oltre 1000 sono le loro pubblicazioni periodiche, dal semplice bollettino alle riviste specializzate per i vari rami del sapere. Le loro maggiori riviste sono: La civiltà cattolica (dal 1850), Gregorianum, Archivum historicum S. I.; Études, in Francia; Analecta Bollandina, in Belgio. Nel campo dell'insegnamento al più alto livello, solo a Roma sono sotto la loro direzione l'Università Gregoriana, l'Istituto Biblico, l'Istituto Orientale.

Bibliografia

G. Deguibert, La spiritualité de la Compagnie de Jésu, Roma, 1953; L. Mousy, Les Eglises des Jésuites, Roma, 1954; J. Aguillermou, Les Jésuites, Parigi, 1963; M. Lundberg, Jesuitische Anthropologie und Erziehunglehre in der Frühzeit des Ordens, Uppsala, 1966; Autori Vari, Architettura della Compagnia di Gesù in Italia (XVI-XVIII secolo), Brescia, 1990.