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Pombo, Álvaro

scrittore spagnolo (Santander 1939). Laureato in filosofia a Madrid e a Londra, è giunto relativamente tardi alla narrativa con Relatos sobre la falta de sustancia (1977), dopo l'esordio col volume di liriche Protocolos (1973). Successivamente, pur continuando a scrivere versi (Variaciones, 1977; Hacia una constitución poética del ano in curso, 1980), Pombo si è dedicato di preferenza alla narrativa, intesa come esercizio intellettuale d'alto impegno. Sono nati così, fra il 1979 e il 1990, cinque romanzi che si distinguono dalla produzione spagnola contemporanea per la profonda problematicità dei concetti che li informano, portandoli talvolta oltre i confini del saggio: El parecido (1979), El hijo adoptivo (1982), El héroe de las mansardas de Mansard (1983), Los delitos insignificantes (1987), El metro de platino iridiado (1990). Mentre i primi quattro affermavano l'impossibilità della comunicazione fra gli esseri umani e il fallimento della vita dopo la “morte di Dio” nella cultura occidentale, il quinto intende dimostrare che il bene è possibile, all'interno di una famiglia e anche nella società, perché appartiene alla sostanzialità. Ha pubblicato due romanzi Telepena de Celia Cecilia Villalobo (1995), e Donde las mujeres (1996) che sembrano inaugurare una nuova tappa della sua avventura letteraria, meno ambiziosa sul piano dei contenuti, ma più impegnativa su quello della ricerca linguistica e della creazione verbale. È anche autore di una biografia, Vida de San Francisco de Asís. Una paráfrasis (1996).

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