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San Piètro Avellana

comune in provincia di Isernia (48 km), 960 m s.m., 44,9 km², 662 ab. (sanpietresi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro situato sulle falde del monte Miglio, alla destra del fiume Sangro. Fu originato dalla colonizzazione del monastero benedettino di San Pietro Avellana, sorto intorno al Mille per concessione di principi longobardi. Rimase fino al 1785 feudo ecclesiastico. Fu più volte danneggiato dai terremoti.§ La chiesa di Sant'Amico (sec. XIII, dal 1890 comunicante con la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo) conserva la testa-reliquiario del santo, pregevole opera di oreficeria sulmonese del sec. XIV. Resti di fortificazioni sannitiche sono sulla vetta del monte Miglio.§ L'agricoltura produce cereali, ortaggi e foraggi per l'allevamento bovino (con produzione di formaggi tipici), favorito dagli ampi pascoli; si praticano le attività di sfruttamento dei boschi (funghi e tartufi, ai quali sono dedicate sagre, e legname). È località di villeggiatura estiva e di escursionismo sui monti e sul tratturo Celano-Foggia.

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