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Sciarrino, Salvatóre

compositore italiano (Palermo 1947). È stato per tre anni direttore artistico del Teatro comunale di Bologna e ha insegnato nei conservatori di Milano, Perugia e Firenze. La sua produzione prende le mosse da una concentrazione sul timbro, sentito non più soltanto come colore ma aspetto condizionante dell'intera concezione musicale. Sciarrino ha individuato un linguaggio, nuovissimo eppure legato alla tradizione, basato sulla “trasformazione del suono tramite la massima articolazione”, nel quale hanno grande rilievo le leggi della percezione con un conseguente approfondimento del rapporto suono-silenzio. In un quadro stilistico di cristallina essenzialità il compositore compie un'originale ricerca sugli strumenti tradizionali e non, facendo largo uso delle tecniche strumentali e spingendosi ai limiti delle possibilità esecutive. Tra i suoi lavori: Amore e Psiche (1972), Aspern Suite (1978), Vanitas (1981), Lohengrin (1982-84) e Perseo e Andromeda (1990) per il teatro; numerose le composizioni per orchestra, strumentali e vocali: Grande sonata da camera (1971), Un'immagine di Arpocrate (1974-79), Che sai guardiano, della notte? (1979), Efebo con radio (1981), La perfezione di uno spirito sottile (1985), Esplorazione del bianco (1986), Tutti i miraggi delle acque (1987), Due arie marine (1990). Sciarrino è inoltre autore di musiche di scena, trascrizioni ed elaborazioni. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo l'opera teatrale Perseo e Andromeda (1991), il balletto Morte a Venezia (1991) e i brani Nuvolario (1995) per voce e cinque strumenti, Soffio e forma (1995) per orchestra, Infinito nero (1998), Cantare con silenzio (1999) per sei voci, flauto, percussioni ed elettronica, Septième Quatuor à cordes (2001).

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