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Singapóre

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(Singapura; Singapur; Xinjiapo). Stato dell'Asia sudorientale (716 km²). Capitale: Singapore. Popolazione: 3.844.800 ab. (stima 2013). Lingua: cinese, inglese, malese, tamil (ufficiali). Religione: buddhisti 33,3%, taoisti 10,9%, musulmani 14,7%, non religiosi/atei 17%, cristiani 18,3%, induisti 5,1%, altre religioni 0,7%. Unità monetaria: dollaro di Singapore (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,901 (9° posto). Confini: Mar Cinese Meridionale. Membro di: APEC, ASEAN, Commonwealth, ONU e WTO.

Generalità

Stato insulare dell'Asia, situato all'estremità meridionale della penisola malese e separato dal continente dall'esiguo stretto di Johor. Il territorio comprende numerose altre isole minori tra cui quelle di Tekong e Ubin, nello stretto di Johor, e Blakang Mati, a S di Singapore. Pochi luoghi come Singapore sono così profondamente legati al periodo del colonialismo britannico, di cui sono rimaste tracce e condizionamenti nelle successive evoluzioni economiche e sociali del Paese. Posto al crocevia tra gli oceani Indiano e Pacifico, fu scelto come uno degli anelli fondamentali della cintura di basi strategiche create dagli inglesi tra mondo arabo ed Estremo Oriente e, benché geograficamente un lembo malese, Singapore si andò popolando essenzialmente di cinesi, attratti dalle possibilità offerte da un luogo contraddistinto da grande dinamismo economico. Resasi definitivamente indipendente anche dalla Malaysia la città-nazione di Singapore si è mostrata sempre più integrata nel mondo occidentale, anche grazie al suo straordinario sviluppo nel settore industriale, incentrato sulla componentistica ad alta tecnologia e nelle attività terziarie. Nonostante abbia subito, nell'ultimo decennio del XX secolo, il contraccolpo della crisi che ha investito le “Tigri asiatiche” (i Paesi emergenti del Sudest asiatico) e la flessione dovuta al rallentamento nei mercati mondiali dei settori chiave dell'economia nazionale, la “città del Leone” (l'antico nome in sanscrito di Singapore) ha saputo superare la recessione puntando sull'allargamento dei partner commerciali, sulla diversificazione interna e soprattutto valorizzandoi tratti peculiari della propria cultura: sincretismo e multiculturalità. Il ricorso a risorse eterogenee e lo sfruttamento di esperienze alternative è evidente anche nel tessuto sociale, dove la commistione tra stili e culture si mostra a partire dal cambiamento architettonico delle città: grattacieli a fianco di templi indù, moschee o santuari buddhisti; quartieri cinesi, arabi e indiani che si ritagliano un posto nelle aree più occidentali dei centri urbani. Accanto a questo singolare progresso convivono aspetti legati al passato e alla tradizione, per cui si assiste a una scarsissima partecipazione delle donne nella vita politica e viene violata sistematicamente la libertà di parola.

Lo Stato

Già colonia britannica, Singapore ha ottenuto l'autogoverno nel 1959 ed è divenuto parte della federazione della Malaysia nel 1963; dal 1965, è una Repubblica parlamentare indipendente nell'ambito del Commonwealth. In base alla Costituzione del 1959 (emendata nel 1991) il presidente della Repubblica è eletto a suffragio diretto con un mandato di 6 anni, ed esercita un limitato potere esecutivo, di cui sono responsabili verso il Parlamento il primo ministro e il governo. Il potere legislativo è affidato al Parlamento monocamerale, composto da 84 membri eletti per 5 anni, più 9 che sono nominati. Il sistema giudiziario in uso nel Paese si basa sulla Common Law britannica; le emanazioni della Corte Internazionale di Giustizia non sono accettate. La giustizia è amministrata nel suo massimo grado dalla Corte Suprema; sono presenti inoltre Corti d'Appello. È in vigore la pena di morte. La difesa dello Stato prevede tre corpi d'armata: esercito, marina e aviazione. Il servizio militare è obbligatorio e si effettua a partire dai 18 anni d'età e ha una durata di 2 anni; è prevista anche la possibilità di una leva volontaria a partire dai 16 anni d'età. L'istruzione viene impartita nelle quattro lingue ufficiali. La scuola primaria, obbligatoria e gratuita, dura 6 anni e inizia a 6 anni d'età. La scuola secondaria ha durata quinquennale, cui segue un biennio di istruzione propedeutico agli studi universitari o all'ingresso nel mondo del lavoro. Nel Paese sono presenti diversi istituti superiori, tra cui l'Università nazionale di Singapore (1980), il Politecnico di Nanyang e la scuola di amministrazione (). La percentuale di analfabeti presenti nel Paese è contenuta se paragonata ad altri Stati del continente (5,6% nel 2007). L'istruzione è, inoltre, uno dei settori di maggiore investimento del governo, che ha stanziato notevoli fondi per migliorare le condizioni di vita, il benessere e i diritti dei minori.

Territorio: geografia fisica

La formazione geologica dell'isola risale al periodo triassico (era mesozoica) di cui si hanno estesi affioramenti di calcari e di rocce metamorfiche; sono presenti altre rocce mesozoiche, spesso coperte da strati alluvionali e lateritici. Dal punto di vista morfologico il territorio, che è occupato per ca. un quinto dall'area urbana della città di Singapore, si presenta prevalentemente pianeggiante; l'altitudine massima si ritrova nella parte centroccidentale, dove il Bukit Timah tocca i 177 m. Le coste sono ovunque basse e sabbiose e disagevoli per gli insediamenti portuali; l'unica eccezione è costituita dal breve tratto roccioso di Pasir Panjang a S, che offre un ottimo porto naturale, intorno al quale è sorta la città di Singapore, uno dei più importanti scali marittimi di tutto il mondo. § Data l'esigua estensione dell'isola, i corsi d'acqua, pur numerosi, hanno tutti un percorso molto breve e pertanto hanno in genere scarso rilievo dal punto di vista economico; i principali (entrambi originati dal Bukit Timah) sono il Seletar, che si getta nello stretto di Johor, e il Jurong, che sfocia con ampio estuario a W di Singapore. § Situata poco a N dell'equatore, la capitale ha clima caldo-umido con temperature elevate e costanti (24-27 ºC) e piogge abbondanti (2500 mm annui) che si protraggono, sia pure con diversa intensità, durante tutto l'anno. L'aria, data la forte percentuale di umidità, è soffocante; un lieve refrigerio viene apportato dai monsoni e dalle brezze.

Territorio: geografia umana

Il 74,2% della popolazione è formata da cinesi; si annoverano inoltre malesi (13,3%), indiani (9,1%), mentre il rimanente è costituito soprattutto da europei, giapponesi, australiani e nordamericani. La città di Singapore occupa l'intera superficie dell'isola, che ha una densità di popolazione pari a 5.131 ab./km², la più alta del continente nonché la seconda al mondo (è preceduta solo dal principato di Monaco). Distrutta dai giavanesi dell'impero di Madjapahit nel sec. XIV, la città di Singapore rimase un povero villaggio di pescatori fino al 1819, anno in cui il sultano dello Johor la vendette al generale inglese T. S. Raffles, emissario della Compagnia delle Indie orientali, che voleva farne una base di appoggio e rifornimento per le navi britanniche. Grazie alla sua posizione strategica al centro delle vie di comunicazione tra Oriente e Occidente e allo statuto di porto libero, Singapore conobbe subito un fiorente sviluppo commerciale attirando un'imponente immigrazione di cinesi, che si assicurarono il controllo dell'economia locale e in pratica sommersero l'originaria popolazione. Contemporaneamente la Gran Bretagna volle farne una delle sue più munite basi militari navali (dal secondo dopoguerra anche aerea), anello fondamentale di quella catena di postazioni tra il mondo arabo e l'Estremo Oriente cui fu molto legato il colonialismo britannico. All'inizio del Novecento, Singapore era veramente lo specchio di tale colonialismo; attiva e cosmopolita, anche per l'importante cantiere navale connesso alla base militare, aveva già una popolazione di oltre 300.000 ab., costituiti da cinesi, malesi, indonesiani, indiani, europei ecc. Dopo la decolonizzazione, lo sviluppo demografico si è mantenuto costante, nonostante le complesse vicende politiche che si succedettero fino alla proclamazione della Repubblica, mentre l'immigrazione, responsabile del popolamento dell'anteguerra, attualmente viene frenata dalle severe misure adottate dallo stato in relazione all'eccessivo peso demografico, che costituisce uno dei problemi più preoccupanti del Paese. La popolazione si concentra soltanto nella parte meridionale dell'isola. Nel resto del Paese si hanno solo villaggi, basi militari, aeroporti, aree coltivate, foreste ecc. Tuttavia nella seconda metà del Novecento la pressione demografica ha causato una progressiva scomparsa delle zone rurali in favore dell'agglomerato urbano della città, per far fronte alla sempre maggiore richiesta di abitazioni. La città di Singapore, essendosi plasmata, come si è detto, sotto popolazioni di diverse culture, ha un aspetto alquanto eterogeneo e al tempo stesso affascinante: a un centro storico d'impronta coloniale, ai quartieri moderni occidentali, dove trovano sede i grattacieli delle grandi compagnie commerciali e industriali, i lussuosi alberghi del turismo internazionale, le scintillanti vetrine con i più svariati oggetti, qui in esenzione doganale, si contrappone il vasto, caratteristico aggregato, brulicante di varia umanità, che mescola le costruzioni più diverse (con prevalenza però naturalmente cinese) in un quadro talvolta ancora esotico, a cui si aggiunge l'immancabile cliché associato a una Singapore cinematografica e misteriosa, luogo deputato degli intrighi internazionali. Dal 1996 Singapore non fa più parte, secondo l'OCSE, dei paesi in via di sviluppo: riconoscimento forse tardivo per la maturità e la solidità conseguite dall'economia di questo “microstato”. Il tasso di accrescimento della popolazioneè diminuito nettamente, avvicinandosi ai valori propri di un Paese avanzato, in conseguenza delle misure di pianificazione familiare e contenimento della natalità attuate dal governo. Si è ridotta viceversa l'immigrazione che in precedenza incideva notevolmente sull'alto incremento demografico, limitata ai lavoratori qualificati impiegati in attività industriali ad alto contenuto tecnologico. Singapore offre, dunque, un tenore di vita elevato e buone condizioni socio-sanitarie. La mortalità infantile è a livello europeo, come pure la speranza di vita e il tasso di istruzione secondaria.

Territorio: ambiente

Il clima equatoriale ha favorito la formazione della fitta foresta pluviale, presente ancora con vasti lembi nell'interno, ma ormai ampiamente diboscata per lasciare il posto alle coltivazioni; il litorale è orlato di mangrovie. Le foreste coprono oramai solamente il 3% del territorio (2005). I mari che lambiscono le coste di Singapore sono ricchi di pesci e costituiscono un ricco ecosistema. L'industrializzazione del Paese ha causato danni ambientali notevoli sia all'aria, sia al suolo sia alle acque. Le autorità hanno predisposto da lungo tempo un ufficio per la salvaguardia dell'ambiente naturale, il National Parks Board (NParks) che gestisce e promuove le riserve e i parchi nazionali ed è responsabile dello sviluppo e della valorizzazione dellʼimmagine di Singapore come Città Giardino. Le aree protette coprono il 3,39% del territorio e comprendono: l'area marina naturale delle Southern Islands e due parchi nazionali.

Economia: generalità

Singapore è uno degli stati economicamente più avanzati dell'Asia; secondo solo al Giappone (esclusi i Paesi del Medio Oriente), esso presenta uno dei PIL pro capite tra i più alti del mondo (38.972 $ USA) e un PIL di 181.939 ml $ USA (2008). Il grande sviluppo della moderna economia di Singapore iniziò verso la metà del sec. XIX grazie all'attività del suo porto che, sin dalle origini, ebbe una prevalente funzione di smistamento per i commerci del Sudest asiatico. Un così organico e rapido sviluppo economico ha una prima e ben precisa giustificazione posizione geografica del Paese particolarmente favorevole, dato che il porto di Singapore è situato al punto d'incrocio di tutte le vie marittime dell'Oceania e dell'Estremo Oriente da e per l'Africa e l'Europa (vi transitano infatti ben 400 delle principali linee di navigazione mondiali), quantunque le cifre relative al peso delle merci scambiate siano ben lontane da quelle dei porti per esempio dei Paesi arabi (i quali, però, sono per lo più solo dei terminal petroliferi). Avvantaggiato dall'ottima organizzazione di una struttura economica largamente basata sui traffici internazionali (tra l'altro Singapore svolge anche la funzione di sbocco commerciale di molti prodotti della Malaysia, in particolare il caucciù e lo stagno), il Paese riuscì a passare relativamente indenne o comunque a riassorbire in breve arco di tempo le ripercussioni della gravissima crisi economica mondiale degli anni 1973-74; parimenti il ritiro statunitense dal Viet Nam (1975), verso il quale Singapore aveva svolto in precedenza un intenso traffico d'esportazione, non influì in misura determinante sull'andamento commerciale del Paese. Grazie a una struttura economica molto elastica e contemporaneamente facendo il più ampio ricorso al capitale estero, Singapore ha inoltre saputo potenziare le proprie basi produttive, sviluppando con enorme successo l'attività industriale sin dall'indipendenza e ancor di più durante la crisi degli anni Settanta. Numerose sono ormai le multinazionali che hanno installato nel piccolo Stato parte dei loro impianti, specie quelli riguardanti produzioni altamente qualificate, a cominciare dalle più avanzate industrie elettroniche. Fattori non meno importanti che hanno favorito l'ascesa economica di Singapore sono derivati da motivazioni finanziarie d'ordine internazionale. L'insediamento di numerose filiali delle maggiori banche mondiali (alla fine del 2007 operavano a Singapore 112 banche, di cui oltre un centinaio estere) ha fatto sì che il piccolo Stato sia divenuto un validissimo tramite finanziario tra i mercati occidentali da un lato e quelli orientali e dell'Australia dall'altro. La struttura economica che si è venuta formando richiama per molti aspetti quella di Hong Kong di cui Singapore si può dire ripeta le funzioni di “capitale” dell'affarismo asiatico o addirittura mondiale: si tratta di una competizione sostenuta con successo, come testimonia il fatto che Singapore dal 1988 ha superato la concorrente per importanza del mercato valutario, collocandosi, nell'area del Pacifico, solo alle spalle di Tōkyō. Avviate politiche di liberalizzazione e introdotte misure per la riduzione del costo del lavoro, sospinto verso l'alto dalla sopraggiunta scarsità di manodopera, il governo ha quindi incoraggiato le imprese operanti a Singapore a trasferire le attività a minor valore aggiunto nei Paesi confinanti, soprattutto verso gli altri due poli del cosiddetto “triangolo dello sviluppo” (la regione di Johor in Malaysia e le isole indonesiane Riau), nell'intento di riqualificare la struttura produttiva nazionale adeguandola alle mutate caratteristiche della forza lavoro ovvero indirizzando sempre più l'isola a divenire polo terziario internazionale per il Sudest asiatico. Indicativo delle tendenze in atto è, del resto, l'elevato grado di terziarizzazione già raggiunto e, più specificamente, il forte contributo economico fornito dai settori finanziario e bancario. L'orientamento favorevole all'internazionalizzazione si è manifestato inoltre nella ricerca di nuovi e più vasti mercati e negli investimenti delle varie società pubbliche negli Stati Uniti. L'economia del Paese ha recentemente vissuto a metà degli anni Novanta del Novecento una fase di recessione, seguita da ulteriori periodi di flessione della crescita. Nel 1996 Singapore è intervenuto in favore delle economie thailandese e indonesiana, a cui è legata, ma l'anno successivo, a causa della crisi finanziaria asiatica, la sua crescita ha subito un'ulteriore battuta d'arresto. Nel periodo 2001-2003 alcune ripercussioni su Singapore, le hanno esercitato la crisi dei mercati di componenti elettronici e dell'alta tecnologia e la diffusione dell'influenza aviaria (SARS,che ha colpito il turismo e i consumi). Il Paese, che intrattiene rapporti commerciali con Stati Uniti e vari Paesi nell'ambito dell'ASEAN, ha stabilito nel 2002 nuovi accordi di libero scambio con Giappone, Australia e Nuova Zelanda e ha avviato trattative con l'Unione Europea per stabilire un FTA (Free Trade Agreement). Nei primi anni del Duemila il prorompente ingresso della Cina e dell'India nei mercati (con prodotti dell'industria tessile, elettronica, informatica ecc.) ha dato vita a una situazione di concorrenza regionale a cui Singapore ha risposto orientandosi verso nuovi comparti industriali (biotecnologie) e potenziando i servizi finanziari in vista di una riduzione della produzione manifatturiera tradizionale. Gli investimenti produttivi e finanziari stranieri continuano a essere incoraggiati dalle ampie agevolazioni fiscali.

Economia: agricoltura, allevamento e pesca

Nell'ambito del settore primario, cui si dedica complessivamente solo lo 0,7% della popolazione attiva, l'agricoltura è praticata in modo intensivo, ma data la ridottissima estensione del territorio e in particolare delle aree coltivabili, peraltro assai fertili, le produzioni sono ovviamente molto limitate. Oltre ai prodotti tipici locali (noci di cocco, patate dolci, manioca) si coltivano tabacco, ortaggi, frutta (banane, ananas, agrumi) e fiori (orchidee), mentre non mancano le piantagioni da cui si ricava la gomma naturale. § Quanto all'attività zootecnica, si pratica, come in tutto il Sudest asiatico, l'allevamento dei suini; numerosi sono inoltre i volatili da cortile. § Attività tradizionale è la pesca, ma la quantità del pescato è del tutto insufficiente al fabbisogno locale che per questo, come per altri generi alimentari, deve ricorrere agli acquisti dall'estero. Un settore particolare, che in breve ha assunto grande rilievo, è quello dei pesci ornamentali da acquario.

Economia: industria e risorse minerarie

L'industria è in continuo sviluppo, basata essenzialmente sulla trasformazione di materie prime d'importazione; l'alta tecnologia, più in particolare, fornisce da sola ca. il 57% dei manufatti esportati. Il Paese, pur privo di risorse petrolifere (oltre che minerarie in genere), ha nell'isola di Bukum una delle più grandi raffinerie del mondo e numerose industrie petrolchimiche; utilizzano petrolio d'importazione anche le centrali termiche; del pari varie industrie chimiche lavorano caucciù di provenienza malese. L'elevato movimento portuale ha favorito il sorgere – soprattutto a Jurong, dove si trova la massima concentrazione industriale dello Stato – di poderosi complessi meccanici (motori, macchinari di vario tipo) e cantieristici; questi ultimi sono adibiti, oltre che alla riparazione e alla manutenzione delle navi, a lavorazioni assai specializzate, come quelle relative alle piattaforme galleggianti per le ricerche petrolifere. Non mancano settori, essi pure fiorenti, di più tradizionale impianto, come il tessile, l'alimentare (oleifici, birrifici, conservifici ecc.), quelli delle manifatture di tabacchi e dei cementifici e così via; ; negli anni Novanta del Novecento hanno registrato particolare dinamismo l'industria elettronica e la meccanica di precisione. Di più recente sviluppo è l'industria farmaceutica, delle nanotecnologie e di prodotti biomedicali; nel 2001 è iniziata la costruzione del centro di ricerca , la città delle scienze biomediche intorno a cui gravitano laboratori di sviluppo di grandi case farmaceutiche, oltre a vari servizi (residenziali, ricreativi, commerciali).

Economia: commercio, comunicazioni e turismo

Il terziario impiega più dei due terzi della forza lavoro e contribuisce a circa il 65% del PIL. Singapore è il maggior centro congressi e fieristico di tutta l'Asia. Il sistema finanziario è avanzato e altamente sviluppato. Gli scambi commerciali sono naturalmente assai intensi, dato che l'economia di Singapore si basa sull'importazione di materie prime (petrolio, materie prime industriali in genere ecc.) e alimentari e sull'esportazione di prodotti finiti o semilavorati (derivati del petrolio, macchinari e mezzi di trasporto, apparecchiature ad alta tecnologia ecc.); gli scambi si svolgono essenzialmente con gli Stati Uniti, la Malaysia, la Cina, il Giappone. La bilancia commerciale è comunque in attivo. § Per quanto riguarda le comunicazioni, Singapore presenta un'efficientissima rete stradale, che si sviluppa per ca. 3262 km; un ponte sullo stretto di Johor, su cui passano un'autostrada e una linea ferroviaria raccordata con la ferrovia malaysiana, congiunge l'isola alla penisola malese. Già evidenziata la mole e l'importanza dell'attività portuale, resta da sottolineare che Singapore dispone tra l'altro di un'ottima marina mercantile, che totalizza ca. 30 milioni di t di stazza (2006). Molto attivo è anche il traffico aereo che si avvale degli aeroporti di Changi e Seletar. § Una voce assai importante nell'economia nazionale è data dal turismo, che registra una crescente espansione; nel 2006 il Paese è stato visitato da oltre 9 milioni di stranieri.

Storia

L'isola doveva già costituire un centro di rilievo nel sec. XIV, quando fu invasa e devastata da truppe giavanesi. Nel 1819 sir Thomas Stanford Raffles la acquistò dal sultano di Johor e ne fece una sede della Compagnia inglese delle Indie Orientali. L'isola fu incorporata nella colonia degli Stabilimenti dello Stretto nel 1826 e sei anni più tardi ne divenne la capitale. Durante la seconda guerra mondiale (15 febbraio 1942) fu occupata dalle truppe giapponesi che costrinsero alla resa la guarnigione inglese. Alla fine del conflitto (settembre 1945) tornò in possesso degli inglesi che ne fecero una colonia autonoma. Il regime coloniale si allentò alquanto nel 1955 in seguito alla concessione di una Costituzione. Nel 1959 Singapore divenne uno Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth britannico, ma gli inglesi detennero il controllo degli affari esteri e della difesa del nuovo stato. Nel settembre 1961 Singapore si unì alla Federazione della Malesia che, due anni dopo, si costituì in Federazione della grande Malesia o Malaysia, ma nell'agosto del 1965 se ne distaccò per dichiararsi indipendente e darsi quindi un ordinamento istituzionale repubblicano. Singapore è stata governata, dal giorno dell'indipendenza al 1990, da Lee Kwan Yew del PAP (People's Action Party). L'amministrazione di Lee Kwan Yew, filoccidentale in politica estera e liberista in economia, ha fatto di Singapore una delle maggiori piazze finanziarie del mondo e un vero colosso industriale, nonostante l'esiguità della popolazione. Soprattutto nei settori ad alta tecnologia, Singapore è riuscita ad inserirsi tra i primi quattro o cinque produttori mondiali. Non sono però mancate accuse di autoritarismo e insofferenza nei confronti delle opposizioni. Nel 1985 Singapore ha comunque raggiunto un tenore di vita simile, o addirittura superiore, a quello della Germania occidentale. Nella seconda metà del decennio è perdurata la stabilità politica del Paese, malgrado siano comparsi sulla scena politica alcuni partiti d'opposizione che hanno raggiunto anche apprezzabili riscontri elettorali: istituzionalizzata la loro presenza con un emendamento costituzionale nel 1984, essi hanno infatti guadagnato due seggi nelle elezioni del 1988 e quattro in quelle del 1990 e del 1991, dando rappresentanza alle rivendicazioni liberali della classe media di recente formazione. Dal novembre 1990 capo del governo è divenuto Goh Chok Tong, già vice primo ministro. Nell'agosto 1993 si sono svolte le prime elezioni presidenziali a suffragio universale, vinte, in assenza di candidati dell'opposizione, da Ong Teng Cheong, già vice primo ministro e presidente del PAP. Nel 1996 il Parlamento approvò una serie di emendamenti costituzionali diretti a limitare i poteri del capo dello stato. In politica estera hanno registrato sensibili miglioramenti le relazioni con la Malaysia e l'Indonesia, mentre dal 1990 sono state stabilite relazioni diplomatiche con la Cina. Nelle elezioni del gennaio 1999 il PAP ha conquistato nuovamente la maggioranza assoluta, eleggendo Sellapan Ramanthan Nathan presidente (riconfermato senza votazioni nel 2005). Nel 2003 il governo ha firmato un accordo di libero scambio con il Giappone. Lee Hsien Loong, figlio dell'ex primo ministro Lee Kwan Yew, diventava primo ministro nel 2004. Nel maggio 2006 si svolgevano le elezioni generali, per la prima volta con più di un candidato, e venivano vinte dal PAP con 82 seggi su 84; simile risultato anche alle elezioni del 2011, anche se l'opposizione riusciva a ottenere sei seggi. Nel marzo 2015 muoriva Lee Kwan Yew, padre fondatore del Paese.

Bibliografia

C. M. Turnbull, A History of Singapore, 1819-1975, Oxford, 1982; J. R. Clammer, Singapore: Ideology, Society, Culture, Singapore, 1985; L. Lim, Trade, Employment and Industrialization in Singapore, Singapore, 1989; J.-L. Margolin, Singapour 1959-1987. Genèse d’un nouveau pays industriel, Parigi, 1989.