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Sluter, Claus

scultore fiammingo (Haarlem ?-Digione 1405/06). La prima data relativa alla sua attività è quella del 1385, in cui è documentata la sua presenza a Digione nella bottega di Jean de Marville, l'artista che aveva ricevuto da Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, l'incarico di eseguire le sculture per la certosa di Champmol. Alla morte del Marville (1389), Sluter gli subentrò nella direzione dei lavori, eseguendo fra l'altro le statue a grandezza naturale del portale: la Vergine col Bambino è addossata al pilastro centrale; ai lati Filippo e Margherita di Borgogna, inginocchiati, sono presentati alla Madonna da S. Giovanni Battista e S. Caterina d'Alessandria. L'artista utilizzò probabilmente lo schema iconografico ideato dal Marville, ancora legato alla tradizione, ma nuova appare la monumentale plasticità delle figure, calate in uno spazio che le libera dalla soggezione dell'architettura, infondendo un respiro più reale alla composizione. Le caratteristiche dell'arte di Sluter si accentuano nel Calvario (o Pozzo di Mosè o Pozzo dei Profeti), complesso scultoreo per il pozzo del chiostro della certosa a cui egli attese dal 1395. Il monumento era composto di un pilastro esagonale sormontato da una Crocifissione e dalle statue della Vergine, di S. Giovanni e di S. Maria Maddalena. Della parte superiore restano solo alcuni frammenti, fra cui il busto del Cristo (Digione, Musée Arquéologique), mentre quasi integro è il pilastro con le figure di Mosè e degli altri Profeti; sopra di essi, sei angeli reggono la piattaforma su cui si trovava il Calvario. Nei profeti spicca la grande abbondanza dei panneggi, che hanno un preciso significato strutturale; la straordinaria coesione delle figure, il loro robusto e spoglio plasticismo, la nuova concezione realistica che le ispira si staccano nettamente dalla tradizione gotica, così legata a pure eleganze decorative. Ultimo lavoro di Sluter fu la tomba di Filippo l'Ardito, già nella certosa di Champmol, ma poi smembrata e ricomposta in parte nel Musée arquéologique di Digione, che fu portata a termine nel 1410 dal nipote C. van de Werve. Anche il solenne corteo dei Pleurants disposti nelle arcate della loggia rispecchia, nella rigorosa unità compositiva, nella sintetica forma plastica, nel realismo dei volti, i caratteri tipici dell'arte innovatrice di Sluter, che ebbe grande influenza sulla scultura borgognona quattrocentesca ed echi in Spagna e in Italia.

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