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azulène

sm. [dallo spagnolo azul, azzurro+ -ene]. Idrocarburo di formula bruta C₁0H8, isomero del naftalene, la cui struttura deriva dalla condensazione di un anello a cinque con uno a sette atomi di carbonio

Dall'azulene derivano i composti insaturi biciclici, detti genericamente azuleni, contenuti negli oli essenziali che si ricavano da numerose specie di piante. Sono sostanze intensamente colorate in blu o rosso-violetto, insolubili in acqua, facilmente solubili nei solventi organici. Per riduzione con idrogeno nascente si trasformano in idro-azuleni incolori, i quali possono essere a loro volta idrogenati per trattamento con bromo in soluzione acida. Tra i più noti azuleni vanno ricordati il vetivazulene, il camazulene, il guaiazulene.

Il primo (2-isopropil-4,8-dimetilazulene) è contenuto nell'olio essenziale di “vetiver”, che si ricava per distillazione delle radici di una graminacea largamente diffusa nell'America Centrale e nell'India (Andropogon muricatus). Il camazulene (1,4-dimetil-7-etilazulene) e il guaiazulene (1,4-dimetil-7-isopropilazulene) si trovano rispettivamente nell'olio essenziale di camomilla e nell'olio di guajaco santo. Gli azuleni stimolano le funzioni dei sistemi reticolo-endoteliale e istiocitario, favorendo i processi riparativi dei tessuti. Vengono impiegati in cosmesi e in terapia come cicatrizzanti nelle ustioni, nei postumi di interventi chirurgici, nel trattamento delle gastriti e di alcune malattie della pelle.

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