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bùcchero

(ant. bùccaro), sm. [sec. XVII; dallo spagnolo búcaro].

1) Terra odorosa, generalmente rossastra, usata per trarne profumi e specialmente per fabbricare recipienti destinati a mantenere fresca e aromatica l'acqua.

2) Vaso o altro recipiente fatto di tale terra. § Nel sec. XVII l'importazione di bucchero dal Portogallo coincise con gli scavi delle necropoli etrusche, per cui si dette il nome di bucchero anche al particolare tipo di ceramica etrusca caratterizzata dal colore nero o grigio scuro uniforme (ottenuto probabilmente con un processo di fumigazione) e dalla superficie lucidata, spesso graffita od ornata a rilievo. La produzione del bucchero sottile inizia intorno alla metà del sec. VII a. C.; la decorazione è caratterizzata in genere da motivi geometrici graffiti, ma non mancano gli esempi di ornamentazione plastica. Dalla fine del sec. VI, le pareti dei vasi si fanno sempre più spesse, fino ad arrivare al bucchero pesante (inizio sec. V), tipico di Chiusi, con decorazione prevalentemente a figure umane e animali, spesso fantastiche e mostruose, ispirate a motivi orientali. Le forme, molto variate, imitano spesso vasi importati dalla Grecia o manufatti metallici: piccole e semplici quelle arcaiche, sempre più grandi ed elaborate col perfezionarsi della tecnica. Vasi di bucchero sono presenti anche in altre aree del Mediterraneo, come il bucchero grigio della Ionia.

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