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Chiusi

comune in provincia di Siena (77 km), 398 m s.m., 58,06 km², 8612 ab. (chiusini), patrono: santa Mustiola (3 luglio).

Cittadina situata su un'altura tufacea, all'estremità meridionale della val di Chiana. Forse di origine umbra, l'etrusca Chamars raggiunse il massimo splendore fra i sec. VII e V a. C., entrando alla fine del IV nell'alleanza romana. Nel 296 a. C. diventò stazione militare con il nome di Clusium, mantenendo l'antica importanza in epoca cristiana, sotto i Longobardi (fu sede di ducato) e poi sotto i Franchi. Verso il sec. XI il progressivo impaludamento ne causò la decadenza. Subì diverse dominazioni, prima e dopo il suo periodo comunale (1337-1355), finché nel 1416 entrò nell'orbita senese. Inclusa nel Granducato fiorentino alla disfatta di Siena (1555), rifiorì grazie alla bonifica della valle voluta da Cosimo I.§ Di grande interesse storico-artistico sono gli ipogei etruschi nelle immediate vicinanze, disseminati di tombe (notevoli la tomba di Porsenna, quelle della Scimmia e di colle Casuccini con pitture raffiguranti giochi funerari). Importante è la collezione del Museo Nazionale Etrusco, ricco di opere scultoree, canopi dei sec. VII-VI a. C., urnette in pietra e fittili dei sec. III-II a. C. e vario materiale di provenienza dalle necropoli circostanti. Una grande piscina, forse del sec. I a. C., si apre sotto un'antica torre di difesa trasformata in campanile del duomo. Quest'ultimo, con interno basilicale a tre navate divise da 18 colonne romane di spoglio, fu fondato nel sec. VI, ma ricostruito nel XII e largamente rimaneggiato nell'Ottocento.§ Nel comune opera l'industria alimentare, ceramica, dell'abbigliamento e meccanica. Rilevante è il turismo e il commercio a esso legato. L'agricoltura produce principalmente olive e uva da vino.

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