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bancària, Scuòla-

scuola di pensiero sorta dal vasto dibattito sviluppatosi nella prima metà dell'Ottocento nel Regno Unito, relativo alla questione della emissione della moneta metallica, delle banconote, della relazione tra moneta e oro e del ruolo che la Banca Centrale dovrebbe svolgere nell'ordinamento monetario. Le argomentazioni si consolidano in tre linee di pensiero: la scuola bancaria classica, la scuola metallica (currency school) e la scuola bancaria liberista (free banking school). Secondo gli esponenti di quest'ultima dottrina, il sistema bancario doveva funzionare secondo i principi del libero scambio anche su questioni cruciali quali l'emissione di mezzi monetari convertibili in oro; si auspicava quindi che tutte le banche avessero potere di emissione e non si riconosceva il ruolo di un'autorità monetaria centrale (Banca Centrale). Tale impostazione estrema fu confutata sia da esponenti della scuola bancaria sia da quelli della scuola metallica, entrambi favorevoli all'istituzione di una Banca Centrale dotata di potere di monopolio sull'emissione di moneta. Tuttavia mentre i secondi proponevano che fossero stabilite delle regole di proporzionalità tra le variazioni della quantità di banconote in circolazione e quelle in oro, i primi non lo ritenevano necessario. Al fine di mantenere costante il livello dei prezzi sembrava infatti sufficiente il semplice mantenimento della regola di convertibilità della moneta in oro. I maggiori esponenti delle tre scuole sono rispettivamente: Fullerton, Tooke e John Stuart Mill per la scuola bancaria classica, McCulloch, Lord Overstone e Torrens per la scuola metallica, Parnell e Gilbart per la scuola bancaria liberista.

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