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brève (sostantivo)

sm. [sec. XIII; uso sostantivato di breve (aggettivo)].

1) Documento in cui si trova “una formula di giuramento seguita dai nomi dei giuranti”; nel Medioevo italiano il significato si estese fino a comprendere anche gli statuti locali a cui gli ufficiali dovevano giurare fedeltà.

2) Documento breve memoratorium, più generalmente detto notitia, con il quale si intendeva dare valore giuridico a un atto prima che l'atto stesso fosse documentato in giudizio: in forme di poco o nulla mutate e con nomi diversi è ancora in uso in ogni moderno sistema giuridico.

3) Documento pontificio, assai semplice e quindi contrapposto alla solenne bolla papale, che, a partire dalla fine del sec. XIV, i pontefici incominciarono a usare per gli affari di minore importanza. Invece del sigillo pendente di piombo (bulla), portano il sigillo aderente di cera con impresso il simbolo della navicella di Pietro (sub anulo Piscatoris). Alla loro stesura e spedizione attende la segreteria e non, come per le bolle, la cancelleria pontificia.

4)Piccolo involto contenente reliquie o una strisciolina recante una preghiera o simili, che si porta al collo per devozione. Per estensione, talismano, portafortuna: “portava appesi al collo molti brevi” (D'Annunzio).

5) Ant., strisciolina di carta o pergamena contenente poche parole scritte: “In mano ha un breve ch'era da due bande / scritto con tal parole in forma grande” (Berni).

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